Serie D, a rischio il 30% delle società dilettantistiche

Tre squadre divise da appena 3 punti, con la vetta della classifica occupata dal Matelica dall’alto dei suoi 55 punti e con Campobasso e Notaresco ad appena 3 lunghezze.

Questo il quadro del campionato di Serie D Girone F, dove militano anche le formazioni marchigiane ed abruzzesi, ad otto giornate dal termine, prima che l’emergenza coronavirus obbligasse il Governo centrale ad emanare il Decreto che di fatto ha sospeso tutte le attività. Se la stagione di Serie D fosse definitivamente sospesa con cristalizzazione dell’attuale classifica, il Matelica del vulcanico presidente Canil sarebbe promosso in serie C.

Un’idea che però non piace a molte altre società del massimo torneo dilettantistico nazionale, compreso il Notaresco che deve ancora affrontare la gara di ritorno, a domicilio, con il Matelica, già battuto all’andata. E sino ad un paio di settimane fa l’ipotesi che circolava era quella di stabilire promozioni e retrocessioni tenendo conto della classifica del girone di andata.

In quel caso sarebbe il Notaresco ad approdare nella terza serie nazionale. Idea che piace a pochi, ma che è stata comunque spiegata con il fatto che comunque al giro di boa tutte le formazioni si sono affrontate almeno una volta. Per quanto riguarda la retrocessione, Jesina e Chieti non avrebbero alcuna speranza di rimanere in D.

E’ ancora un guazzabuglio di proposte la Serie D per cercare di arrivare al termine della stagione. Da Foggia nei giorni scorsi era arrivata la proposta di disputare le gare ad agosto, in notturna. Un’assurdità per molte società, soprattutto quelle che non hanno un impianto di illuminazione adeguato.

Intanto, è di pochi giorni fa l’allarme lanciato dal Presidente della Lega nazionale dilettanti, Cosimo Sibilia, che ha paventato il rischio di una riduzione del 30% del numero di società calcistiche dilettantistiche italiane in seguito all’emergenza COVID-19. Uno scenario ancora difficile da descrivere ma che avrebbe come conseguenza il passaggio dalle 12 mila realtà attuali a meno di 9 mila. I numeri fanno riferimento anche a campionati dilettantistici minori e sono sicuramente impressionanti. Motivo per cui i 400milioni annunciati dal ministro dello sport Spadafora a sostegno del movimento dilettantistico sono insufficienti.