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Caso Saccuti, Carusi: Monti-Papiri, ex cognati l’uno a difesa dell’altro La Lettera

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 21:39

carusi-nico2Mi ero ripromesso di non tornare più sull’argomento Saccuti, tuttavia le esternazioni rilasciate da Papiri e Monti, mirate a scaricare e a strumentalizzare responsabilità su terzi, mi inducono a prendere una posizione decisa, su una vicenda che seppur nota, ahimè tarda a trovare responsabilità politiche e penali.

Le  dichiarazioni comiche-drammatiche rilasciate in conferenza stampa dai due, sono il triste bilancio di un’amministrazione mai chiara, mai trasparente che, al contrario, grazie all’omertà forzata di chi avrebbe dovuto appurare “modus operandi” e vicende anomale (la commissione speciale di indagine), ha di fatto stravolto il percorso di eventi e azioni scellerate portate avanti fin qui dalla politica. Un amministrazione singolare contraddistinta da eventi nebulosi diventati nel tempo una vera e propria consuetudine. Il gruppo Pd non riconoscendo più in Papiri principi di trasparenza e unità,  aveva individuato in un’ altra persona il presidente della commissione d’indagine, ma lo stesso pretese tale carica minacciando spaccature all’interno del gruppo consigliare e del partito. Singolare appare l’atteggiamento dell’ex presidente di commissione, che pur avendo il compito di appurare irregolarità sul caso Saccuti, tuttavia non ha mai contestato all’ex cognato Sindaco, la gestione della cosa pubblica e del caso “Saccuti” a dir poco disastrosa, né ha mai criticato scelte del primo cittadino che dire infelici è solo un eufemismo. La commissione di Papiri non ha raggiunto gli obiettivi prefissati dai consiglieri, ma ha in effetti dato un assoluzione piena, sempre grazie al suo presidente, all’amministrazione Monti. Questo obiettivo è stato raggiunto da Papiri dirottando responsabilità e imbavagliando il consiglio comunale, lavorando da solo e tenendo all’oscuro eventi e azioni, agli stessi commissari. Le scelte fin qui fatte sono il frutto di idee e strategie di un solo uomo investitosi del titolo di salvatore della causa Monti. La commissione aveva un termine di scadenza, e questo si è concluso sette mesi fa ma ciò nonostante, oggi, senza alcuna titolarità, il suo ex presidente rivendica il diritto di convocare una conferenza stampa mentre le indagini degli inquirenti sono ancora in corso. Ma il vero e proprio abuso sta nel fatto che la Commissione accede a documentazioni riservate pur non avendo avuto alcuna proroga dal Consiglio Comunale. Gli innumerevoli mandati di pagamento controllati e la cifra di ammanchi emersa, che credo sarà destinata ad aumentare, è frutto del lavoro degli inquirenti eseguito in collaborazione con gli uffici della ragioneria. Papiri anziché appropriarsi del lavoro di altri, frutto di mesi di indagini e di controlli, avrebbe dovuto chiedersi come mai il dipendente inquisito, figlio di una casta, è diventato onnipotente? E’ stato nominato presidente delle commissioni concorsi (vedasi concorso vigili urbani finito al Tar), presidente commissioni appalti, responsabile degli oneri cimiteriali, dirigente riscossioni tributi(Ici). A Monti dico che non credo alla sua difesa espressa in Consiglio Comunale e invito gli inquirenti ad acquisire quel verbale che ritengo, ai fini delle indagini, interessante. Far uscire i cittadini dall’Assise Civica per poi convocare una conferenza stampa ed esporre i due punti discussi a porte chiuse, sta a significare solo una cosa, che Monti non accetta il contraddittorio in presenza dei cittadini. Scaricare le responsabilità sempre sugli altri è sintomatico per il primo cittadino. Altra inesattezza è stata affermata in merito la pratica del TFR del dipendente infedele, che era stata avviata in tutta fretta dall’Ente ma bloccata dalla Corte dei Conti! Appurare che l’intervento degli inquirenti e la conseguente scoperta degli   ammanchi  è merito dell’operato del Sindaco è l’ultima chicca che la dice lunga sulla credibilità ed il valore dei nostri politici o presunti tali. Sono due anni che segnaliamo e denunciamo  anomalie rimarcando in consiglio e non solo sulla stampa, atteggiamenti poco chiari di dirigenti e amministratori, senza tuttavia riscontrare alcun provvedimento da parte del Sindaco o della Giunta. Nel prossimo futuro non basterà dire “non è colpa mia, non ne capisco nulla”, altri casi stanno per emergere, vicende  che Lei signor Sindaco, ha trattato con lo stesso atteggiamento avuto con il caso Saccuti. (Nico Carusi, capogruppo Pd Comune Tortoreto).

 

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