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Facebook, meno controlli alla privacy, intanto Google mette in vendita i commenti

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Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 21:16

facebookMeno controlli della privacy su Facebook. Il social network inizierà a breve la rimozione della funzionalità “chi può leggere la tua timeline”, di fatto non sostituendola con un controllo di privacy globale.

Nessuno sarà più invisibile alla ricerca, quindi. Una mossa che ha senso dal punto di vista del sito perché la conformazione tecnica di Facebook e i rimandi ai profili attraverso “like” permetteva comunque di risalire alle singole timeline. Ma cosa cambia in sostanza? L’utente rimarrà rintracciabile nella ricerca da chiunque, a meno che non abbia specificamente bloccato delle persone da cui rimarrà nascosto. Il controllo di privacy sarà gestito dai singoli post, che hanno già un livello scalabile di permessi di visualizzazione. Di fatto, creando falsi account chiunque può continuare a visualizzare i profili anche se un account “ufficiale” è stato bloccato. E la decisione di Fb non mancherà di sollevare polemiche.
Intanto dopo Facebook anche Google vuole vendere i commenti dei suoi utenti agli inserzionisti per aiutarli ad aumentare l’interesse attorno ai prodotti da questi pubblicizzati. Il colosso di Mountain View ha aggiornato i termini di utilizzo dei suoi servizi che ora permettono al gruppo di usare le informazioni degli iscritti – compresi il nome, le foto e i commenti – all’interno di pubblicità su internet. Le nuove regole saranno applicate dal prossimo 11 novembre. 
In questo modo Google potrà “vendere” il sostegno (“+1”) dei suoi utenti nei confronti di prodotti o eventi al suo network di oltre due milioni di siti che fanno promozioni, con un bacino di visitatori di circa un miliardo di persone. I dati saranno presi dai commenti pubblicati su Google Plus, il social network del gruppo, su Youtube e su qualsiasi altro servizio offerto da Big G.  A differenza di Facebook, che nei mesi scorsi aveva ricevuto diverse critiche da parte dei suoi iscritti, che avevano anche citato in giudizio il social network – Google permetterà di scegliere se cedere le proprie informazioni per fini pubblicitari o meno. In più non userà i dati dei minori di 18 anni.

 

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