Revenge porn e pornografia non consensuale. I suggerimenti del Garante privacy e l’istituzione di un canale di emergenza per le potenziali vittime

Dall’8 marzo le persone maggiorenni che temono che le proprie immagini intime, presenti in foto e video, vengano condivise, potranno rivolgersi al Garante Privacy, consultando la pagina www.gpdp.it/revengeporn, per segnalarne l’esistenza in modo sicuro e confidenziale a Facebook e farle bloccare.

Il revenge porn e, più in generale, il fenomeno della pornografia non consensuale, consiste nella diffusione di immagini pornografiche o sessualmente esplicite a scopo vendicativo (ad esempio per “punire” l’ex partner che ha deciso di porre fine ad un rapporto amoroso), per denigrare pubblicamente, bullizzare e molestare la persona cui si riferiscono.

Si tratta quindi di una pratica che può avere effetti drammatici a livello psicologico, sociale e anche materiale sulla vita delle persone che ne sono vittime.

E’ molto importante riflettere su come difendersi e prevenire questo tipo di fenomeni attraverso una corretta protezione e gestione dei nostri dati personali, e in particolare, delle foto e dei video che ci ritraggono. Ecco quindi alcune indicazioni.

Proteggi sempre i tuoi dati

Se sui tuoi dispositivi (smartphone, pc o tablet) hai file che contengono foto e filmati che ti ritraggono in scene di nudo oppure in pose o atti esplicitamente sessuali, utilizza adeguate misure di sicurezza: ad esempio, password che proteggono i dispositivi e/o le cartelle in cui conservi i file, sistemi di crittografia per rendere illeggibili i file agli altri, sistemi anti-virus e anti-intrusione per i dispositivi.

Se decidi di diffondere le tue immagini, ad esempio tramite messaggi o social network, devi essere pienamente consapevole del fatto che, anche se il tuo profilo è «chiuso» (cioè, visibile ad un numero limitato di persone), i contenuti potrebbero comunque essere ulteriormente condivisi e tu potresti perderne il controllo. L’esperienza insegna che i rapporti cambiano e a volte i comportamenti delle persone sono imprevedibili.

Fai cancellare i dati che ti riguardano: e’ un tuo diritto

Se hai già diffuso immagini esplicite che ti riguardano, oppure hai saputo che qualcuno le ha prodotte a tua insaputa (ad esempio durante momenti intimi), chiedi a chi le detiene di cancellarle, in modo da bloccare ogni possibilità di ulteriore diffusione.

Chiedere la cancellazione di dati che ti riguardano è un diritto fondamentale garantito dalla normativa italiana ed europea in materia di protezione dei dati personali e la diffusione senza consenso di dati riferiti alle persone (come appunto le immagini) è una violazione punibile con sanzioni pecuniarie e, in alcuni casi, anche penali.

Attenzione al deepfake

L’intelligenza artificiale può purtroppo facilitare azioni di revenge porn tramite il cosiddetto deepnude, una pericolosa variante del deepfake (ne abbiamo parlato in questo articolo).

Si tratta di tecnologie che, partendo da foto o video reali del tutto “normali” (che riprendono ad esempio il soggetto in comuni situazioni e attività di vita quotidiana) possono manipolare le immagini “denudando” le persone e/o rappresentandole in pose o azioni esplicitamente sessuali false ma del tutto realistiche.

E’ quindi oggi ancora più importante attuare la buona prassi di limitare la diffusione di ogni tipo di foto e immagini personali tramite messaggistica e social network.

Non aiutare il revenge porn

Se ricevi foto o immagini che potrebbero essere frutto di revenge porn, evita di essere complice di una persecuzione ai danni di una persona esposta e soprattutto di un reato che può anche avere gravi conseguenze: non le diffondere, cancellale e, se ritieni, fai una segnalazione alla Polizia postale o al Garante.

Proteggiamo anche i più piccoli

E’ possibile che fenomeni pericolosi che riguardano la diffusione di nudi o immagini esplicitamente sessuali coinvolgano purtroppo anche i minori, come vittime o come destinatari di contenuti.

Se sei un genitore, evita di far utilizzare dispositivi digitali ai tuoi figli piccoli se sono da soli, monitora il loro comportamento online e spiega con chiarezza perché è bene evitare di interagire con sconosciuti e diffondere informazioni personali, soprattutto foto e filmati, tramite messaggi e social network. (www.gpdp.it/minori).

Come reagire e prevenire

Se sei una vittima di revenge porn, rivolgiti alla Polizia postale (https://www.commissariatodips.it/) per denunciare il reato e al titolare del trattamento o al Garante per la protezione dei dati personali (www.gpdp.it) per richiedere la cancellazione delle immagini che ti riguardano.

Se temi che le tue foto e i tuoi video intimi possano essere diffusi su Facebook e Instagram senza il tuo consenso, puoi utilizzare il canale per le segnalazioni, attivato in via sperimentale da Facebook e messo a disposizione dal Garante sul proprio sito, disponibile su www.gpdp.it/revengeporn.

Canale di segnalazione preventiva

Contro il revenge porn, una delle forme più odiose di violenza sulle donne e più, in generale, contro la pornografia non consensuale, il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di mettere a disposizione sul proprio sito un canale di emergenza.  Le persone che temono che le loro foto o i loro video intimi possano essere diffusi senza il loro consenso su Facebook o Instagram, potranno segnalare questo rischio e ottenere che le immagini vengano bloccate.

Il canale di segnalazione preventiva è quello attivato lo scorso anno in Italia, come programma pilota, da Facebook e che è stato accessibile fino ad ora nel nostro Paese solo attraverso una associazione no profit. Per informazioni sul progetto e’ possibile consultare la pagina https://www.facebook.com/safety/notwithoutmyconsent/pilot

 

Dall’8 marzo le persone maggiorenni che temono che le proprie immagini intime, presenti in foto e video, vengano condivise, potranno dunque rivolgersi al Garante Privacy, consultando la pagina www.gpdp.it/revengeporn, per segnalarne l’esistenza in modo sicuro e confidenziale a Facebook e farle bloccare.

Nella pagina predisposta dal Garante, le potenziali vittime di pornografia non consensuale troveranno un modulo da compilare per fornire all’Autorità le informazioni utili a valutare il caso e a indicare all’interessato il link per caricare direttamente le immagini sul programma.

Una volta caricate, le immagini verranno cifrate da Facebook tramite un codice “hash”, in modo da diventare irriconoscibili prima di essere distrutte e, attraverso una tecnologia di comparazione, bloccate da possibili tentativi di una loro pubblicazione sulle due piattaforme.

 

Avv. Luca Iadecola

Consulente privacy, Dpo