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Ucraina, alberghi non pagati: è scontro Marsilio-Di Pasquale

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 5 Agosto 2022 @ 15:32

Le accuse lanciate contro la Regione Abruzzo per il mancato pagamento agli albergatori che ospitano i profughi ucraini dalla presidente regionale del Pd Manola Di Pasquale, mostrano la sua totale ignoranza.

 

Mentre Di Pasquale sostiene che la Regione abbia dimenticato ‘l’accoglienza e la solidarietà che sono valori costituzionali’, fa finta di non sapere che la Regione Abruzzo ha accolto, ospitato, assistito e curato quasi 10.000 profughi. Metà dei quali ospitati negli alberghi a causa dell’assenza di una rete di assistenza dello Stato degna di questo nome, che ha costretto la Protezione Civile regionale a reperire camere negli alberghi disponibili. E proprio in nome di questa accoglienza e solidarietà, la Regione Abruzzo si è fatta carico di anticipare 2 milioni di euro, reperendoli dal proprio bilancio, per pagare gli albergatori che attendevano da mesi che a saldare il conto fosse lo Stato, al quale competono le spese dell’assistenza. Soldi che il Governo, sostenuto dal partito di Di Pasquale, non ha ancora restituito. Atteggiamento che ha costretto il sottoscritto a scrivere al Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile per protestare contro questi intollerabili ritardi. La Regione Abruzzo è stanca di dover sostenere e anticipare spese per conto dello Stato, che restituisce con mesi di ritardo i rimborsi (e, come nel caso dell’emergenza Covid, nemmeno integralmente). Ed è al fianco degli albergatori, stressati dall’attesa e dai costi sostenuti per mesi prima di vedersi pagare il dovuto.

Assistere alla scena di un esponente del Partito Democratico, indefesso sostenitore del governo nazionale in carica, reclamare il ‘pagamento delle fatture’ da parte della Regione, mentre le fatture le deve pagare il governo, è degno del peggior sciacallaggio elettoralistico sulla pelle degli albergatori e dei profughi ucraini.

Non so se augurarmi che questa intemerata sia frutto di una maldestra ignoranza o di una becera propaganda messa in atto da chi sta sperando in un collegio elettorale. In entrambi i casi, la rappresentanza dei vertici del Pd abruzzese continua a mostrare di non essere all’altezza della situazione. Se la Di Pasquale e il Pd vogliono – come il sottoscritto – veder pagate le fatture degli hotel, alzino il telefono, chiamino i loro ministri e sottosegretari e facciano partire i bonifici da Roma. Altrimenti, restino in religioso silenzio.

La replica. “Gli operatori economici che ospitano i profughi ucraini si sono fidati e ora rischiano la bancarotta per colpa di una Regione che non mantiene le promesse, viola le convenzioni e i principi contrattuali. Questo è il punto. Se il presidente Marsilio non intendeva assumere impegni e ora si dice addirittura ‘stanco di anticipare somme per conto dello Stato’ doveva politicamente decidere di non ospitare profughi e rimanere indifferente davanti gli orrori della guerra”: lo dichiara Manola Di Pasquale, presidente del Partito Democratico abruzzese, in replica al presidente della Regione Marco Marsilio.

Di Pasquale prosegue: “Marsilio dimentica, per convenienza o per ignoranza, che l’impegno di pagare entro 30 giorni le fatture degli operatori economici è stato assunto dalla Regione Abruzzo firmando apposite convenzioni in virtù di un bando fatto dalla Regione, e non dal Governo. Marsilio evidentemente non conosce il principio contrattuale dell’affidamento e della buona fede. C’è chi rischia la bancarotta, lo si riesce a comprendere o preferiamo fare finta di niente, come sempre? Chi deve pagare è la Regione: basterebbe leggere gli atti, e se poi mancano le rimesse da parte dello Stato è onere politico ed amministrativo che spetta alla Regione quello attivarsi con il Governo ed i ministri ma nel frattempo, ribadisco, bisogna pagare”.

La presidente del Pd Abruzzo sottolinea che “non si può scaricare sugli operatori che ormai aspettano il pagamento delle fatture da oltre tre mesi. È ora che Marsilio inizi a fare il governatore, tuteli gli operatori della sua regione e finisca di fare il capo politico di Fratelli D’Italia. Si assuma le sue responsabilità da presidente”.

 

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