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Sale scommesse: le caserme luoghi sensibili. Il ricorso alla Corte Costituzionale

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 1 Febbraio 2019 @ 16:43

L’inserimento delle caserme tra i luoghi sensibili sottoposti a “distanziometro” per l’apertura di sale da gioco arriva all’esame della Corte Costituzionale.

 

Si è tenuta stamattina, come riporta Agipronews, l’udienza sul caso sollevato dal Tar Abruzzo nel 2017: il tribunale amministrativo aveva chiesto l’intervento della Consulta in seguito al ricorso presentato dalla titolare di una sala di Lanciano contro la legge regionale adottata nel 2013. Comune e Questura avevano negato la licenza all’esercente sulla base della norma che vieta l’apertura di sale da gioco a una distanza inferiore a 300 metri da luoghi definiti “sensibili”, tra cui scuole, strutture sanitarie, impianti sportivi e, appunto, caserme. La legittimità costituzionale della norma abruzzese sarà esaminata dalla Consulta esclusivamente nella parte in cui include queste ultime tra i luoghi sensibili.

 

Secondo gli avvocati dell’esercente, l’inclusione delle caserme tra i luoghi “off limits” travalica la tutela della salute, prerogativa grazie alla quale le Regioni possono intervenire nella limitazione del gioco autorizzato dallo Stato, e finisce per rendere irragionevole la norma.

 

“I militari in servizio non rientrano nelle fasce sensibili, non sono a particolare rischio di ludopatia – hanno spiegato – La sensazione è che con questa legge la regione voglia tenere lontane le sale da qualunque centro di aggregazione, ma è del tutto irragionevole includere tra i punti sensibili luoghi con persone che svolgono un lavoro che richiede fermezza. In questo modo si dà alla legge un indirizzo politico espulsivo del gioco”.

Secondo l’avvocatura della Regione, invece, la disposizione sulle caserme “non è irragionevole, vista la pressione psicologica a cui è sottoposto chi vi lavora”. Inoltre “le caserme sono spesso frequentate da soggetti di passaggio, come le persone in stato di fermo o le vittime di un reato, psicologicamente più esposte, senza contare quelle che ospitano scuole militari e quindi sono frequentate da giovani”. La decisione della Consulta è attesa entro un mese.

 

 

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