Ritorno a scuola. Genitori preoccupati per ricadute emotive e apprendimento dei figli

A pochi giorni dalla ripartenza del nuovo anno scolastico tante sono le perplessità e le preoccupazioni dei genitori. Dall’incertezza circa le modalità di ripresa, ai rischi legati al mancato distanziamento fisico e quindi alle possibili variazioni di orario di entrata e uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori, soprattutto per coloro che hanno figli di 4-6 anni, altre preoccupazioni sono legate alle difficoltà negli apprendimenti.

Molti genitori sono consapevoli che i lunghi mesi di lockdown e il periodo estivo non per tutti sono stati occasione per recuperare le lacune e le difficoltà pregresse. Circa un genitore su cinque dichiara che il figlio non è pronto ad affrontarne il programma a causa della perdita di apprendimento conseguente le condizioni di confinamento, nonostante l’ammissione senza debiti alle classi successive.

Il pensiero è rivolto anche ai bambini che a settembre affrontano il passaggio di ordine scolastico e a coloro che erano nelle prime classi e hanno subito la brusca interruzione della didattica in presenza. Sino dalla scuola dell’infanzia alla primaria ed oltre, molti bambini hanno risentito del distacco dai loro insegnanti e della didattica a distanza, manifestando nuove paure, ansia, disturbi del sonno e talora irritabilità; questo può aver contribuito al mancato consolidamento di nuove acquisizioni negli apprendimenti scolastici. Sono venuti, inoltre, a mancare fattori favorevoli tale processo, quali l’associazione di emozioni positive durante l’esposizione a nuove competenze e la gratificazione nella relazione con l’altro.

Per effetto, si assiste ad un rallentamento negli apprendimenti tale da incidere sul rendimento di bambini o ragazzi che prima del lockdown manifestavano buone competenze scolastiche. Nell’attuale scenario sarà importante consolidare l’asse di sinergia scuola-famiglia: i docenti saranno impegnati inizialmente a valutare le reali condizioni degli alunni, consentendo lo svolgimento delle attività didattiche senza tralasciare l’osservazione degli stati emotivi di bambini e ragazzi. Sarà importante favorire l’incoraggiamento degli alunni con un atteggiamento di accoglienza e non giudicante delle difficoltà ed in questo sarà fondamentale anche il ruolo di supporto della famiglia.

Alessandra Meda