Rapporto annuale sulla pesca: i dati della direzione marittima di Pescara

Oltre 8200 verifiche sulla filiera della pesca, 226 sequestri, 15 tonnellate di prodotto ittico sequestrato, 1105 attrezzi sequestrati, 327 sanzioni amministrative per un totale di 530 mila euro.

 

Sono questi i dati che rappresentano l’attività degli uomini e delle donne della Direzione Marittima di Pescara impegnati nel territorio dell’Abruzzo e del Molise, da Martinsicuro a Campomarino Lido, in attività di ispezione nell’anno 2020 e che rientrano nel più complesso “Rapporto annuale sul controllo pesca in Italia – anno 2020” presentato negli scorsi giorni presso la sede del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto a Roma. L’evento, trasmesso on line in contemporanea sui canali social del Corpo, ha visto la presenza del Sottosegretario di Stato alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Sen. Francesco Battistoni e del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino. Presenti, inoltre, il Direttore Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del Mipaaf, Dott. Riccardo Rigillo, il Capo del Reparto Piani e Operazioni del Comando Generale, Contrammiraglio Sergio Liardo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia Europea di Controllo Pesca (EFCA), Pascal Savouret, e i rappresentanti della Control Unit della Commissione Europea.

 

Il Rapporto, realizzato dal Centro di Controllo Nazionale Pesca (CCNP) del Comando Generale, fornisce un’istantanea completa e trasparente dell’attività di controllo svolta dal Corpo in uno dei settori economici più importanti e trainanti del Paese, la cui cura è affidata dal MIPAAF al Corpo delle Capitanerie di porto: tale documento permetterà all’utenza di comprendere l’organizzazione del controllo della pesca in Italia e costituirà, in aggiunta, un documento ufficiale circa le attività svolte nel settore della pesca. L’Ammiraglio Pettorino nel suo intervento ha affermato:

 

“L’Italia vanta la seconda flotta europea di pescherecci: 12.200 unità maggiori e 8.000 imbarcazioni appartenenti alla piccola pesca. Circa 30.000 marittimi impegnati direttamente nel settore, 100.000 se consideriamo anche coloro i quali lavorano a terra. Un indotto complessivo di circa 500.000 lavoratori. Numeri che ci dicono quanto la pesca sia importante per il nostro Paese e quanto centrale sia il ruolo svolto dalle Capitanerie per tutelare questo settore: dal rilascio della documentazione amministrativa per l’avvio dell’attività di pesca, al controllo finale nella vendita al pubblico, nonché al coordinamento di tutti coloro che sul mare concorrono alla vigilanza su questo settore. Un ruolo, quello dell’Amministrazione Marittima, che, con la prossima istituzione della Zona Economica Esclusiva, potrà confermare la sua centralità nel quadro del controllo delle attività di pesca”.