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L’Aquila, sit-in degli universitari per protestare contro Adsu e Regione

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 11 Marzo 2022 @ 16:48

“Le ADSU e la Regione Abruzzo non danno risposte sul diritto allo studio”. Per questo motivo gli studenti universitari abruzzesi hanno organizzato per martedì 15 marzo un sit-in, dalle 10 alle 14, davanti all’Emiciclo durante il consiglio regionale.

“All’Aquila il futuro della residenza studentesca dell’ex Caserma Campomizzi e dei servizi collegati è estremamente precario”, dicono gli organizzatori della manifestazione. “Il rischio concreto è che, se non si agisce subito, le studentesse e gli studenti economicamente più fragili rimarranno senza servizi di residenzialità e mensa a partire già dal prossimo autunno”.

“L’indotto dell’ADSU dell’Aquila dà lavoro a circa 60 lavoratrici e lavoratori che dal mese di settembre potrebbero rimanere senza occupazione, prospettive e reddito. L’ADSU dell’Aquila e la Regione Abruzzo si assumano la responsabilità dei posti di lavoro messi a repentaglio dalla loro inerzia e dei ritardi sulla ricostruzione della Casa dello Studente. Quasi 13 anni dal terremoto del 2009 dovrebbero essere uno sprone più che sufficiente per la Politica Regionale e per l’ADSU. Abbiamo bisogno di risposte alle nostre istanze. Non si possono lasciare questi servizi in mano ai privati. L’Università e il Diritto allo Studio devono rimanere pubblici. Gli studenti sono parte viva e integrante delle nostre Città così come lo sono le Università”.

Borse di studio in ritardo. “Alla situazione aquilana si aggiunge, anche quest’anno, il ritardo intollerabile nel finanziamento delle borse di studio: 2000 in tutto l’Abruzzo, che si trovano a dover affrontare con enormi difficoltà le spese per gli studi universitari. Sono anni che le studentesse e gli studenti dei 3 Atenei abruzzesi vedono mirato il loro diritto allo studio da questi ritardi; a Chieti-Pescara addirittura non risultano ancora pagate 363 borse dell’anno accademico scorso (2020-21). Il sottofinanziamento cronico è evidenziato anche, per Teramo e Chieti-Pescara, dalla mancata monetizzazione del servizio mensa non fruito durante il lockdown”.

Con una nota congiunta, Udu L’Aquila, Udu Teramo, 360° Pescara Chieti, Cgil L’Aquila, Flc L’Aquila, Filcams L’Aquila chiedono che “venga prorogato il comodato dell’ex Caserma Campomizzi fino a che non si riesca a trovare una soluzione definitiva e, comunque, fino alla ricostruzione della Casa dello Studente”. Chiedono inoltre che “siano immediatamente sbloccate le risorse per finanziare tutte le borse di studio”.

Il sit-in davanti all’Emiciclo è stato organizzato con la speranza che Presidente della Giunta regionale e assessori ricevano la delegazione in protesta.

E concludono: “Siamo fermamente convinti che l’Abruzzo debba rispettare e coltivare la propria vocazione universitaria; se non ci sarà un cambio di rotta, una volontà di programmazione dell’ambito del diritto allo studio universitario, un aumento di finanziamenti e un ascolto serio e continuativo delle parti sociali coinvolte, ne risentiranno non solo studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, ma tutta la regione Abruzzo e le sue città universitarie, che perderanno attrattività nel confronti della popolazione studentesca. Lavoratori e studenti insieme nella lotta!”.

 

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