Ladri di auto in trasferta dalla Puglia: fermati gli autori di 36 colpi in Abruzzo, Marche e Romagna VIDEO

Ultimo Aggiornamento: martedì, 17 Dicembre 2019 @ 23:42

Trentasei furti di autovetture, tutti perfezionati con la tecnica della sostituzione della centralina.

 

Una serie di colpi messi in atto attraverso il cosiddetto pendolarismo criminale, con batterie in arrivo dalla Puglia (Cerignola nello specifico), verso una serie di località prossime alle uscite dalla A14. Nelle Marche (24 colpi), in Abruzzo (7, quasi tutti a Giulianova) e in Emilia Romagna (5), per un controvalore di circa mezzo milione di euro.

I carabinieri di Macerata, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Cerignola, hanno dato esecuzione a 4 misure cautelari agli arresti domiciliari (con applicazione del braccialetto elettronico) nei confronti di altrettanti pugliesi con precedenti, residenti tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia, alcuni dei quali noti alle forze di polizia, per diversi reati ma particolarmente specializzati in furti di auto.

L’indagine ha preso le mosse dal mese di maggio del 2019, quando a Macerata si sono verificati i primi furti di auto.

L’indagine è stata molto complessa e laboriosa e si è sviluppata seguendo, inizialmente, due filoni: le analisi del traffico telefonico e poi lo studio del modus operandi di coloro che sono finiti nell’inchiesta. Il tutto attraverso l’esame dei filmati delle telecamere di sorveglianza di una serie di cittadini e dei caselli della A14.

Sono stati analizzati e sviluppati più di 2 milioni di contatti telefonici dal militare specializzato di questo Nucleo Investigativo, che dopo aver acquisito il traffico telefonico transitato su tutte le celle di copertura dei luoghi dove sono stati consumati i furti.

Gli indagati partivano orientativamente nella tarda serata da Cerignola per raggiungere località a nord, vicine agli innesti autostradali.
Quindi spegnevano i telefoni che poi accendevano e utilizzavano quasi esclusivamente dopo i raid notturni. Giunti in loco individuavano l’obiettivo (un’auto e a volte anche più macchine nella stessa notte), per lo più Volkswagen Golf, Up, Tiguan, Audi A3, Seat Leon e Ibiza;
a seguire, la banda metteva in atto la tecnica della “centralina modificata”, consistente nella sostituzione della centralina elettronica originale con un’altra contraffatta, che permette di accendere il veicolo con la chiave corrispondente alla centralina modificata ad hoc in loro possesso, dopo aver forzato anche il blocchetto di accensione.

Dopo aver commesso il furto, gli riaccendevano i loro cellulari e ritornavano alla volta di Cerignola.
È stato pertanto possibile appurare che leitmotiv della banda pugliese era quello di muoversi sempre con la stessa macchina “pulita” (costantemente ripresa dalle telecamere della videosorveglianza comunale – di fondamentale importanza), con cui giungevano sui luoghi dei furti e che, una volta rubati i veicoli, utilizzavano come “staffetta”, che precedeva sempre di alcune centinaia di metri l’auto rubata, costantemente in contatto con il complice (da solo) che era alla guida dell’auto rubata, per assicurare che la strada fosse libera da posti di controllo delle Forze dell’Ordine.

In particolare, il ruolo di staffetta è stato possibile portarlo alla luce proprio attraverso la meticolosa e inconfutabile analisi del traffico telefonico, comparata con quella di numerosissimi filmati e fotogrammi che hanno mostrato in modo chiaro, puntuale e univoco come il citato mezzo pulito precedeva le auto rubate.
Poi, una volta rientrati a Cerignola, le autovetture rubate finivano nelle mani di ricettatori, che le smontavano fino a renderle semplici carcasse, prive di ogni componente, così come è stato poi confermato dal massiccio rinvenimento di scocche di autovetture del 30 luglio scorso, sul letto del torrente Carapelle del Comune di Cerignola, ove un quantitativo ingente di mezzi è stato letteralmente cannibalizzato e poi abbandonato.
L’indagine corroborata da attività investigative ad alto contenuto tecnico, ha permesso di dimostrare che i soggetti destinatari delle odierne ordinanze di custodia cautelare, si trovavano nei luoghi dei furti esattamente nel momento in cui venivano perpetrati.
Una particolarità riscontrata dai militari nel corso dei vari servizi effettuati nell’ambito dell’indagine, è che nella città di Cerignola, a pochissimi metri di distanza tra loro insistono moltissime attività commerciali connesse al mercato automobilistico quali: concessionarie, autofficine, elettrauto, carrozzerie, autoricambi, gommisti, autolavaggi ed autodemolitori.