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La sanità abruzzese sprofonda: debiti e mancanza di programmazione

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Ultimo Aggiornamento: martedì, 30 Novembre 2021 @ 17:32

La sanità abruzzese decresce e peggiora, a crescere sono solo i problemi e il deficit, ogni giorno peggiore a causa della mancanza di programmazione che lamentiamo da mesi.

 

Abbiamo messo insieme i numeri di questa situazione, unendo le forze della segreteria regionale Pd e del gruppo consiliare, per spronare chi è alla guida dell’Abruzzo a governare, sostituendo la propaganda con l’azione amministrativa che in questi tre anni è mancata”, così il segretario regionale del Pd Michele Fina e i consiglieri regionali Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani, alla conferenza congiunta PD Abruzzo e gruppo consiliare tenutasi oggi a L’Aquila.

 

Il lavoro dei nostri consiglieri regionali dimostra, numeri alla mano, la profonda inadeguatezza e mancanza di programmazione di questa amministrazione regionale, a cominciare dalle politiche per la sanità. Nel frattempo Il presidente Marsilio è l’unico tra i presidenti di Regione a fare polemica contro il Green Pass e il governo, come sottolineato con fastidio anche da Mariastella Gelmini, Ministra di un partito che in Abruzzo sostiene Marsilio – così il segretario Michele Fina – Come al solito la propaganda viene per lui prima dell’amministrazione. Non lo diciamo solo noi ma la grande maggioranza delle abruzzesi e degli abruzzesi. Ad esempio ci giunge la notizia che nel sondaggio commissionato a Tecnè dal centrodestra nella città dell’Aquila ci sia stata una domanda anche sul gradimento degli aquilani rispetto alla sua amministrazione. Chiediamo se è vero e se possono pubblicare il risultato”.

 

Tutti i provvedimenti sono fermi al 2018, in tre anni di governo: non c’è il piano sanitario della Giunta Marsilio; non c’è quello operativo; non c’è la rete ospedaliera, di fatto partorita solo sulla carta dopo richiami ministeriali, inadempienze e una fatica inconcepibile, perché sebbene ci sia stato il covid, mai come in questi due anni sono state messe a disposizione della Regione risorse governative aggiuntive – lamentano i consiglieri Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani – La situazione debitoria dell’intero comparto è allarmante e priva di ogni atto di programmazione volto a risolvere l’esposizione che hanno le Asl; a sanare i problemi di personale degli ospedali abruzzesi, alcuni talmente sotto organico, da poter assicurare solo le urgenze; a favorire la ripresa delle decine di migliaia prestazioni accantonate e ferme a causa del covid; a programmare, concretamente, le risorse del PNRR salute. È poi gravissimo che un presidente di Regione in un momento di ripresa dei contagi e di provvedimenti a favore della prevenzione, al posto di prendere le briglie di questa situazione, faccia finta di niente e salga sulla giostra mediatica per criticare l’azione governativa, su un argomento sensibile qual è il Green pass e la lotta alla pandemia. Questo accade quando un presidente preoccupato per la salute degli abruzzesi dovrebbe concentrare sforzi e comunicazione istituzionale per promuovere, invece, la terza dose della campagna vaccinale anche agli over 40enni. Invece accade che ancora una volta Marsilio non perde occasione per fare politica in nome e per conto della Meloni e anziché della salute della comunità di cui è riferimento, si occupa della propaganda”.

 

I conti. Tutto questo accade nonostante la Regione a guida del centrodestra abbia a disposizione un imponente quantitativo di risorse aggiuntivo rispetto al precedente governo regionale di centrosinistra. Come si evince dal grafico, la Giunta D’Alfonso ha governato la sanità, pur ereditando una situazione non facile, ha ripianato i debiti pregressi, al punto da fare uscire l’Abruzzo dal commissariamento in meno di due anni di governance, ma, soprattutto, ha agito mettendo in campo atti e strumenti di programmazione, a differenza di quanto fatto finora da Marsilio e dalla sua Giunta.

 

 

Dopo ormai 3 anni, non solo non abbiamo strumenti di programmazione sanitaria pluriennali, ma non c’è neanche uno straccio di provvedimento capace di orientare l’azione politica sul fronte sanitario, né scelte tangibili sulla rete ospedaliera, su quella territoriale, sui distretti sanitari, sull’emergenza nelle zone interne, sul recupero delle prestazioni non erogate, sulla prevenzione della cittadinanza che avrebbe dovuto essere prioritaria dopo il covid.  Una delle Consiliature più improduttive della storia amministrativa abruzzese, nonostante le maggiori risorse avute rispetto ai predecessori.

 

 

Lo stallo degli atti di programmazione. Gli ultimi atti della programmazione recano la firma del precedente Governo regionale: il Piano di Riqualificazione 2016-2018 (DCA 55/2016), approvato nel 2016 che ha cessato i suoi effetti nel 2018; la rete ospedaliera del giugno 2016 (DCA 79/2016); la programmazione relativi ai fondi dell’edilizia sanitaria del settembre 2018 (DGR 742/2018). Da allora più nulla, solo propaganda. Siamo all’inizio del gennaio 2022 e non ancora approviamo il Piano Operativo 2019/2021 quando dovremmo discutere ed approvare il Piano 2022/2024, sulla rete ospedaliera e sull’edilizia sanitaria hanno fermato tutto con una mobilità passiva che esplode.

 

Un trend in discesa nonostante gli enormi maggiori fondi in più stanziati dallo Stato. Sono stati circa 40 i milioni aggiuntivi a disposizione del governo regionale D’Alfonso nel periodo 2015-2018. Se nel 2015 lo stato trasferiva alla Regione 2.336 milioni, a termine della legislatura il Fondo della Sanità Abruzzo è stato di 2.377 milioni, sono, invece, oltre 200 i milioni avuti dal governo regionale Marsilio in meno di tre anni: 120 milioni sul Fondo ordinario, a cui si sommano altri 80 dei fondi Covid nel solo 2020, a cui si aggiungeranno ulteriori risorse a valere sul 2021, oltre ad ulteriori 40 milioni per il 2022. Insomma, 6 volte più di quanto ha avuto a disposizione il centrosinistra. Solo il fondo sanitario è arrivato nel 2021 a 2.497 milioni a cui bisogna aggiungere il fondo covid di 80 milioni e gli ulteriori che verranno presto stanziati dal Governo. un deficit di oltre 100 milioni di euro, nonostante gli ingenti trasferimenti ricevuti, è un ulteriore indicatore di come ormai quanto alla governace, la sanità abruzzese a gestione Marsilio sia un “cavallo che corre a briglie sciolte”.

 

Sui Lea, con Marsilio comincia la discesa.  Mancanze che fanno precipitare l’Abruzzo in tutte le classifiche di settore nazionali e che si ripercuotono anche sui Livelli Essenziali di Assistenza. Il 2019 è l’unico anno in cui il livello scende dopo 10 anni di crescita. Nei numeri c’è purtroppo il rischio che il livello dei Lea erogati scenderà ancora, come stiamo lamentando da mesi: un trend di cui c’è poco da andare fieri e altrettanto poco da stare tranquilli.

 

 

“Il Covid è una questione seria – concludono i consiglieri – ma in Abruzzo viene utilizzata per fare politica nazionale e per coprire i debiti accumulati dalla gestione della sanità del centrodestra e derivanti dalla mancanza di un’azione di governo. Senza una programmazione dell’offerta delle prestazioni sanitarie sia sulla rete ospedaliera, sia su quella della prevenzione e territoriale, questi sono i risultati, col rischio di avere un giro di vite anche sui servizi e sulle spese farmacologiche, nonché sulla mobilità sanitaria passiva, con l’avvio di una migrazione molto consistente degli abruzzesi verso strutture fuori regione, perché sul territorio non ci sono risposte alla domanda di cure espressa dalla comunità. Si rischia, in sintesi, di avere una sanità costretta a un presente contingentato come quello già vissuto durante il commissariamento”.

 

Nicoletta Verì. “Ormai è diventato un appuntamento fisso: ogni settimana il PD tira fuori dal cappello la vicenda dei soliti 100 milioni di euro di disavanzo della sanità abruzzese, riproponendo allo sfinimento la litanìa della mancanza di programmazione e di governance da parte mia e della giunta regionale. Sta diventando anche imbarazzante e ripetitivo commentare le loro affermazioni, visto che sono stata proprio io a comunicare ufficialmente che nei primi 9 mesi del 2021 le attività Covid avevano provocato quel deficit”. L’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, risponde così agli attacchi arrivati questa mattina dai consiglieri del PD e dal segretario regionale del partito. “Non è mia abitudine ritornare nuovamente su argomenti già dibattuti e sviscerati sotto tutti gli aspetti – continua – ma il rispetto che ho per gli abruzzesi mi impone di ribadire ancora una volta alcuni concetti, a partire dai meriti che il PD si intesta sulla fine del commissariamento.

 

La verità, e il mio predecessore lo sa benissimo, è che il percorso di risanamento della nostra sanità è stato portato avanti dalla giunta Chiodi, quando la sottoscritta era presidente della Commissione Sanità. Il centrosinistra ha semplicemente concluso quelle procedure perché gran parte del lavoro era stato già fatto”. La Verì respinge al mittente anche le accuse sulla mancanza di programmazione: il piano di riordino della rete ospedaliera è stato approvato in giunta ed è all’esame del Tavolo di monitoraggio (perché quello delineato nel 2016 da Paolucci, oltre ad aver depauperato dei servizi sanitari interi territori, non è mai approdato allo specifico tavolo ministeriale Dm70); la nuova rete territoriale, dopo la bozza del 2019 validata dal Tavolo a gennaio 2020, è nuovamente in discussione alla luce delle nuove indicazioni nazionali emerse durante la pandemia; il piano operativo 2019-2021 (che forse proprio Paolucci avrebbe dovuto approvare, visto che è rimasto in carica fino ai primi mesi del 2019) rappresenta un falso problema, perché nel frattempo è stato superato dal piano Covid che è stato il principale strumento di governance degli ultimi 2 anni.

 

Spiace constatare – aggiunge l’assessore – che in un momento di emergenza storica come quello che stiamo affrontando da quasi 2 anni, ci siano politici che sembra non si siano resi conto di quello che è accaduto. Allora, forse, vale la pena ricordare che questa giunta regionale ha dovuto affrontare le gravi carenze strutturali del sistema lasciate in eredità dal PD, a partire dal blocco del turn over, che ci ha obbligato a spendere 47 milioni in assunzioni straordinarie per non provocare il blocco dei servizi. Le carenze di personale che si registrano in Abruzzo sono comuni a tutta Italia, tanto che in una delle ultime sedute della Conferenza delle Regioni è stato sollevato il problema della mancanza di anestesisti, medici dell’emergenza-urgenza, specialisti ambulatoriali e persino medici di medicina generale. Vicenda sulla quale si aprirà un confronto con il Governo. Sorvolo sui piani di edilizia sanitaria, delegati dal centrosinistra esclusivamente ad iniziative private che avrebbero devastato i conti delle Asl e che questa giunta ha rimesso in discussione. E anche sul recupero delle liste d’attesa invito i colleghi della minoranza a documentarsi sugli studi degli organismi nazionali, che vedono l’Abruzzo posizionato molto meglio di tante altre realtà del Paese su questo fronte”.

 

Sullo stato dei conti della sanità, la Verì rimarca come la gestione – al netto dell’emergenza Covid – sia non solo in equilibrio, ma addirittura in avanzo. “Ogni anno il PD – conclude – parte con l’annuncio di disavanzi di centinaia di milioni, riducendo via via ad ogni dichiarazione quella cifra, fino ad essere smentito dai risultati ufficiali di bilancio. Da parte mia difendo le scelte operate per fronteggiare la pandemia, scelte che hanno permesso a tutti gli abruzzesi di avere una risposta sanitaria adeguata all’emergenza, con un efficiente tracciamento dei contatti e una percentuale di tamponi sequenziati per la ricerca delle varianti tra le prime 5 in Italia. E’ questo ciò che conta, non una sterile polemica continua su bilanci e disavanzi (anche questi, putroppo, comuni a tante Regioni italiane), sui quali è sempre stato in corso un continuo e attento monitoraggio”.

 

 

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