La febbre si misura a scuola: il Tar “conferma” l’ordinanza della Regione Piemonte

ll Tar del Piemonte per ora dà ragione alla Regione respingendo la sospensiva chiesta dal Miur dell’ordinanza di Cirio che impone di misurare la febbre agli alunni a scuola. “Siamo un esempio di sicurezza”, dice il governatore.

 

Ma fonti governative fanno sapere che “l’impugnazione da parte del governo è stata un atto opportuno e un gesto di buonsenso” ed inoltre “ha raccolto il disappunto dell’intera comunità scolastica regionale e cercato di evitare disagi a scuole e famiglie, che si sono viste stravolgere le regole di sicurezza a poche ore dalla ripresa. Regole condivise da tutte le Regioni, Piemonte compreso, fin da giugno”. Ora al Miur attendono il giudizio di merito che metterà la parola fine su questo dissidio tra governo e amministratori locali. Intanto la riapertura delle scuole, come era prevedibile, sta facendo registrare ogni giorno casi di positivi in aula e intere classi, a volte sezioni o addirittura intere scuole sono state costrette a sospendere le lezioni e a proseguire con la didattica a distanza. E tuttavia il ministro della Salute Roberto, Speranza, è ottimista.

 

“Nessuno ha la bacchetta magica, nessuno può fare miracoli, ma il Paese è forte e sta dimostrando di saper vincere anche questa partita della riapertura delle scuole”, dice. Dopo la ripresa delle lezioni il 14 settembre che ha riguardato 5,6 milioni di studenti, la prossima settimana le scuole riapriranno il 22 in Sardegna, il 24 in Calabria, Puglia, Abruzzo, Basilicata e in Campania. E tuttavia le difficoltà nel reperire spazi e organici o la necessità di procedere a sanificazioni profonde dopo il voto di domenica e lunedì prossimi, ha fatto scegliere a molti comuni di posticipare.

 

Solo nel Lazio – è un dato dei sindacati della scuola – un terzo degli istituti non ha riaperto. Nei comuni di Andria, Trani, Adelfia e Bitonto, i sindaci hanno deciso in queste ore di rinviare l’apertura dal 25 al 28 settembre; a Torre del Greco la riapertura è stata posticipata addirittura al 1 ottobre; il 28 si tornerà in classe invece anche a Torre Annunziata. La ripartenza dell’anno scolastico, insomma, tra virus e complicazioni burocratiche, è ancora a macchia di leopardo. A questo si aggiungono anche le carenze di organici, di spazi e di banchi anche se la distribuzione di questi ultimi prosegue: in queste ore 88 mila banchi sono in distribuzione in Abruzzo, 3500 a Torino.