Didattica a distanza e centri commerciali chiusi di domenica: l’Abruzzo studia nuove misure

“La situazione è difficile e lo diventa giorno dopo giorno perché aumentano i malati giorno dopo giorno e questo ci spinge a prendere provvedimenti eccezionali.

 

Il coprifuoco in Abruzzo credo sia inutile anche perché si è generato sia per effetto del nuovo DPCM che per una consapevolezza diffusa del problema rispetto a qualche settimana fa una presenza ridotta di persone in giro. Basta vedere la sera come le nostre città siano sostanzialmente deserte quindi non sarebbe il coprifuoco a diminuire la circolazione”. Così il presidente della Regione Marco Marsilio, in merito alla gestione in Abruzzo dell’emergenza sanitaria.

“Per questo dovremmo invece adottate misure che diminuisco le persone che circolano e gli assembramenti. Quindi stiamo ragionando sulla didattica a distanza almeno per le superiori o come stanno ragionando alcune regioni sulle chiusure domenicali dei centri commerciali.

È una questione che sottoporrò alle parti politiche, sociali e territoriali. Mi sto confrontando con il Ministro della Salute Speranza anche per capire che ci sarà da parte del Governo un provvedimento riassuntivo che prenda atto di una situazione che si va generalizzando.

In alcune regioni i posti letto si vanno e anche l’Abruzzo che ha resistito più di altre, vede un problema di posti letto che vanno esaurendosi perché non ci è stata data la possibilità di realizzarli e questo è un altro problema che ho già sollevato.

I vaccini? Il problema dei vaccini è legato alla produzione. Noi come Regione abbiamo acquistato i vaccini che servono alle categorie fragili, alle popolazioni target e dunque ultra sessantenni, minori di sei anni e persone con patologie. Il problema è che c’è una grande richiesta sul mercato nazionale e mondiale e le ditte produttrici faticano a produrli e a distribuirlo. Per cui quest’anno noi, come Regione Abruzzo, pur avendo avviato la campagna vaccinale in anticipo, vaccinando decine di migliaia di persone, per il ritardo delle ditte distributrici, registriamo un ritardo nella distribuzione dei vaccini che abbiamo acquistato”.

 

 

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