Covid19, trasporti regionali. Dicono l’80%, ma i viaggiatori sui treno sono di più dei posti offerti

I problemi creati dal Covid-19 sono tanti, e non sono facili da risolvere. Occorre però ammettere le difficoltà, non nasconderle.

 

Altrimenti si corre il rischio di alimentare polemiche senza senso. Il campo dei trasporti è sicuramente un anello debole; c’è infatti una situazione di potenziale facilitazione dei contagi. Per ridurre queste possibilità di contagio è stato deciso che la disponibilità dei posti esistenti sui treni regionali venga occupata solo nella percentuale dell’80%.

 

Decisa questa soluzione, tutti sono indotti a credere che il numero dei viaggiatori ammessi sul treno corrisponda all’ottanta per cento dei posti a sedere disponibili. In realtà non è così : al numero dei posti a sedere sono stati aggiunti un quasi equivalente numero di posti disponibili per viaggiatori in piedi e, da questo totale così ottenuto , si ricava l’80%.

 

Perciò se il treno ETR 340 dispone di 240 posti omologati a sedere e 100 posti in piedi, il totale dei posti considerati è 340. L’80% di 340 è 272; perciò su questo treno, dove sono disponibili 240 posti a sedere, possono salire fino a 272 viaggiatori.

 

Secondo una disposizione circolante tra i ferrovieri, questa modalità di calcolo sarebbe conseguente al DPCM del 07/09/2020. Forse non era possibile fare diversamente, ma far credere che su un treno dove sono disponili 240 posti a sedere, l’80% corrisponda a 272 viaggiatori , sicuramente non è una buona informazione. Federconsumatori Abruzzo, osservatorio sulla mobilità)

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