Carbone: ‘Marsilio indichi a che punto è il processo di inclusione della regione Abruzzo nelle reti infrastrutturali Ten. t’

Chieti. Marsilio indichi a che punto si trova la regione Abruzzo nella contrattazione con il governo e con l’unione Europa nella revisione delle reti infrastrutturali Ten. t, tappa di un percorso che porterà entro il 2021, a riesaminare il disegno delle reti sulla base di alcune valutazioni, tra le quali l’osservanza delle disposizioni Ten-t, i progressi nell’attuazione, i cambiamenti nei flussi di trasporto di passeggeri e merci, gli sviluppi negli investimenti delle infrastrutture di trasporto nazionali. Queste valutazioni dovranno comportare l’inserimento della regione Abruzzo all’interno della rete infrastrutturale.

Nell’ottobre del 2015 il Parlamento europeo accettò l’ingresso dell’Abruzzo, del Molise e del nord della Puglia nella copertura delle reti Ten-t, inoltre la giunta regionale nel settembre del 2019 approvo’ con delibera la proposta di revisione dei regolamenti dell’Unione europea riguardanti l’inclusione della core network della sezione Ancona / Bari lungo l’asse adriatica e nella sezione trasversale Civitavecchia/ Roma /Pescara/ Ortona che collega il mar tirreno al mar adriatico estendendo il sistema delle reti infrastrutturali alla regione Abruzzo, questo significa per la nostra regione l’attivazione di due nuovi corridoi europei: quello adriatico (Ancona/Pescara/Brindisi) e quello tirrenico (Civitavecchia/Roma /Pescara), tutto ciò sarà possibile, prolungando con un insieme di infrastrutture (ferroviarie, stradali, aeree, marittime, fluviali, intermodali) considerate strategiche a livello comunitario ed il cui completamento è previsto per il 2030, da un lato il corridoio “Scandinavo-Mediterraneo” fino a comprendere tutta la dorsale adriatica, e dall’altro modificando il “Corridoio V” creando la corsia “Mar Mediterraneo” tra la penisola iberica, Barcellona, il porto di Civitavecchia, l’Abruzzo e le Regioni dei Balcani fino alla Romania, e da lì verso l’Oriente per connettersi al grande progetto cinese della Via della Seta.

Un’opportunità che non può essere persa per la nostra regione con l’obiettivo di consolidare una rete di infrastrutture, di relazioni, di scambi di merci, di persone e di informazioni garantendo la concreta collaborazione con i paesi che condividono interessi comuni transnazionali, chiediamo quindi a che punto sia il processo di revisione e le tempistiche, auspicandoci che la nostra regione non perda un treno sul quale è indispensabile salire per il futoro dei nostri territori.

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