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Cantieri e call center: scoperti 18 lavoratori in nero tra Chieti e Montesilvano

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Ultimo Aggiornamento: martedì, 3 Aprile 2018 @ 14:49

Nel corso di un controllo ispettivo effettuato lo scorso 20 marzo in un cantiere edile sito a Chieti, gli Ispettori del lavoro della sede di Pescara hanno individuato 8 lavoratori totalmente in nero su 17 operai trovati intenti al lavoro.

 

Tra gli operai non assunti ne sono stati identificati 3 di nazionalità romena, mentre è stato necessario l’intervento dei militari della più vicina Caserma dei Carabinieri, per provvedere all’ identificazione di alcuni lavoratori sprovvisti di documento di riconoscimento.

Nel cantiere operavano quattro aziende: per due di queste sono immediatamente scattati i provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, in quanto gli operai in nero superavano la soglia del 20% della forza lavoro. Le aziende potranno riprendere i lavori soltanto dopo aver regolarizzato tutte le posizioni lavorative.

Sono state inoltre contestate 15 violazioni in materia di salute e sicurezza sia alle aziende operanti in cantiere che alla ditta affidataria dei lavori per un importo totale che sara’ stabilito da 14.000 euro a 56.000 in relazione alla corretta ottemperanza alle prescrizioni impartite; per le violazioni amministrative sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 14.000 euro.

E sempre nell’ambito dei controlli contro il lavoro nero, gli Ispettori della sede di Chieti, lo scorso 23 marzo, hanno effettuato un controllo ispettivo in un call center sito a Montesilvano, individuando 10 lavoratori in nero su 23 operatori trovati intenti al lavoro. Pertanto, è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale a decorrere dalle ore 12,00 del 26 marzo, in quanto i lavoratori in nero superavano la soglia del 20% della forza lavoro presente in sede.

Per 7 operatori di call center il datore di lavoro ha esibito contratti di prestazione professionale occasionale non subordinata per i quali gli ispettori hanno accertato in sede, tramite gli elementi emersi nel corso delle dichiarazioni raccolte, la non genuinità delle collaborazioni mentre per 3 operatori il datore di lavoro non ha esibito alcun contratto di lavoro e/o documentazione equipollente.

Il datore di lavoro, martedì scorso, ha provveduto a presentare istanza di revoca del suddetto provvedimento di sospensione, con la regolarizzazione degli operatori “in nero” con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a termine e con il pagamento del 25% della somma aggiuntiva dovuta ai sensi dell’art. 14, co. 5 bis del D.Lgs. 81/2008.

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