Antonio Razzi: in Abruzzo mi amano. Il centrosinistra mi ha offerto candidatura VIDEO

Due o tre liste, anche di centrosinistra mi hanno proposto di candidarmi, mi avrebbero fatto anche capolista, al senato, in Abruzzo. Se l’offerta è arrivata da una dei partiti in coalizione col Pd? Si, uno di quelli in quella coalizione”.

 

A parlare è Antonio Razzi, ex senatore di Forza Italia, non ricandidato, che è stato ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. “Non mi hanno ricandidato perché ho lavorato troppo, girando per il mondo a fare pubblicità a Forza Italia. Ma non è colpa di Berlusconi: si sono fatti bidonare dai responsabili di Fi Abruzzo, che sono tutti gelosi di me, perché tutti mi vogliono bene”, ha esordito a Rai Radio1 l’ex senatore.

Quali colpe le avrebbero imputato questi responsabili del partito nella sua terra? “Hanno detto che gli abruzzesi non mi volevano, ma in realtà non vogliono loro. Mi riferisco al direttivo di Fi in Abruzzo, me l’hanno riferito dal direttivo di Roma”. Si riferisce al coordinatore Fi in Abruzzo Nazario Pagano? “Mi sembra così. Non mi hanno mai invitato alle loro cose, solo due volte”. Però all’ultimo momento le hanno proposto la candidatura all’estero. “Si, ma me lo dite due giorni prima? E come faccio con due settimane? All’estero si comincia a votare già dal 20 febbraio”. Quindi è lei che ha rinunciato alla candidatura all’estero.

“Ho rinunciato perché ci vogliono un casino di soldi, e poi negli ultimi anni ho fatto pubblicità a Fi in Abruzzo”. E’ riuscito a parlare con Berlusconi? “No, ho provato ma non me l’hanno passato. Una ragazza mi ha detto che gli avrebbe riferito”. Dopo l’esclusione da Forza Italia ci sono state altre liste che le hanno proposto di candidarsi? “Si, due o tre liste. Anche di centrosinistra. Ma io gli ho risposto che non sono una merce in vendita”. Di centrosinistra? Si riferisce al Pd? “Non posso dire. Mi avrebbero fatto capolista. E io gli ho risposto che sono ancora proprietà di Berlusconi, il cartellino mio ce l’ha lui”.

Le hanno offerto un seggio sicuro al Senato in Abruzzo? “Si si, ma anche se non sono candidato, io sono sempre di Berlusconi”. Si tratta del Pd? “No”. La Bonino? “Non posso fare nomi”. Centrosinistra o sinistra? “Diciamo – ha detto Razzi a Un Giorno da Pecora – che siamo in quella strada”. Comunque era uno dei partiti in coalizione col Pd. “Si, uno di quelli in quella coalizione”.

Potrebbe candidarsi a governatore dell’Abruzzo? “Io posso fare tutto, nella mia vita ho imparato a fare molti mestieri. Quando serve, al momento, li tiro fuori”. Ora cosa farà? “Sicuramente mi muoverò e farò pubblicità a Forza Italia. Darò sempre battaglia a questi che non sanno stare in mezzo alla gente, che si sono iscritti a Fi solo per interessi personali.

E poi tornerò alla mia passione: il tennis”. Ha sentito il suo amico Kim Jong Un? “Non l’ho sentito – ha concluso l’ex senatore a Rai Radio1 – ma il 15 febbraio c’è la festa nazionale dove andrò”.