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La ciclabilità in Europa: il contributo del Ciclat al seminario in programma a Montecitorio

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Ultimo Aggiornamento: sabato, 4 Novembre 2017 @ 11:33

Anche il Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano a Montecitorio per il seminario sulla ciclabilità in Europa.

Venerdì 14 febbraio, nella sala Mappamondo di Palazzo Montecitorio a Roma, è infatti in programma il seminario dal titolo “La Ciclabilità in Europa: come rendere un Paese Bike Friendly“.

Alla presenza del vice presidente della Camera dei deputati, Marina Sereni, del sindaco di Roma, Ignazio Marino, del sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Erasmo D’Angelis, il seminario organizzato da FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, in collaborazione con Gruppo interparlamentare per la Mobilità Ciclistica, rappresenta un importante occasione di confronto su quanto di meglio c’è in Europa, in un momento in cui l’Italia affronta modifiche di norme e cambiamenti legislativi del codice della strada e della mobilità ciclistica.

Sarà presente anche il Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano, con Raffaele Di Marcello, per ampliare il bagaglio di esperienze che il raggruppamento di oltre 60 associazioni, da tempo, sta portando avanti sul territorio teramano e abruzzese in generale.

I temi affrontati spazieranno dalla legislazione europea sulla mobilità sostenibile, alle politiche delle varie realtà europee per favorire la ciclabilità in ambito urbano ed extraurbano. Lo scambio di esperienze anche al di fuori dei confini nazionali è fondamentale e quanto mai necessario, per sviluppare una politica duratura in materia e raggiungere gli importanti obiettivi di spostamento modale, attraverso la definizione, per la prima volta nel nostro Paese, di una “Legge quadro per la Ciclabilità in Italia”, quale punto di riferimento univoco a livello nazionale.

L’Abruzzo, anche grazie alla collaborazione del Coordinamento, si è dotata di una norma sulla mobilità ciclistica (la L.R. 8 del 2013) ma, ad oggi, nessun ente, Regione in testa ha ancora attuato le previsioni di legge. E’ necessario quindi, al di là di azioni sporadiche, ancorchè utili (quali il progetto Bike to coast o Via Vai), colmare da subito il divario con L’Europa sul tema della ciclabilità e delle mobilità urbana -attraverso iniziative e proposte concrete di tipo informativo, istituzionale e di ricerca- collaborando con le diverse associazioni, FIAB in testa, e coordinando le diverse azioni istituzionali in campo nazionale, regionale e locale.

 

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