Inchiesta Rimborsopoli in Abruzzo, Costantini si difende

Ultimo Aggiornamento: sabato, 4 Novembre 2017 @ 14:47

Pescara. “Sono una persona onesta, non sono un truffatore”. Lo dice il consigliere regionale del Mov139 Carlo Costantini commentando il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla “Rimborsopoli” in Abruzzo.

 

 

In una nota Costantini illustra come sono andate le cose per quanto riguarda la sua persona e cioe’ di aver beneficiato di “rimborsi inferiori a quelli che mi competevano per legge”. “In occasione della partecipazione ad un convegno nel settembre 2009, io, il collega D’Alessandro e sua moglie andammo a cena in un ristorante nelle vicinanze dell’albergo. Quando ci presentarono il conto, quasi 360 euro, rimasi sbalordito e dissi al collega D’Alessandro che sarebbe stato immorale, per quanto legittimo, presentare una rendicontazione cosi’ elevata. Per questo decidemmo di far separare i conti e di farci rilasciare, ai fini della rendicontazione, due ricevute da 80 euro e di pagare la restante somma di tasca nostra: sia i 120 euro riconducibili alla moglie del collega D’Alessandro, che altri 80 euro riconducibili al nostro pasto. In concreto, pur avendone il diritto e la possibilita’, ho rinunciato a farmi restituire dalla Regione 40 euro, oltre ad altri 10 euro per la sosta dell’auto in occasione del convegno, pure documentata. Per quanto riguarda la camera dell’hotel, la spesa dell’uso singolo e doppio risultava sostanzialmente identica”. Costantini, che spieghera’ tutto in occasione dell’interrogatorio, e’ rammaricato per il “danno incommensurabile” che ha subito “ingiustamente” e si chiede chi sia il colpevole. “I magistrati? I giornalisti? No, i ladri – dice. Quelli che hanno rubato a piu’ non posso, ponendo i magistrati, come anche i giornalisti e l’opinione pubblica in generale nella condizione di supporre che in fondo siamo tutti uguali; tutti ladri e disonesti!”. “Ho rinunciato, prosegue Costantini, ad oltre 1.100.000 euro di “prebende” lasciandoli nelle casse dello Stato e della Regione (essendosi dimesso da deputato e avendo rinunciato all’indennita’ all’Aptr) e oggi mi ritrovo “infangato””.

Alfonso Mascitelli: Costantini e D’Alessandro non fanno più parte dell’Idv. «Sono convinto che Costantini e D’Alessandro sapranno dimostrare, rispetto alle contestazioni loro mosse, la correttezza dei loro comportamenti. Va chiarito, però, per completezza di informazione, che entrambi, da quasi un anno, e lo sanno tutti, non fanno più parte dell’Italia dei Valori non avendo aderito e più partecipato alle nostre attività, alle iniziative e ai congressi, decidendo di seguire un altro percorso». «In consiglio regionale», prosegue Mascitelli, «l’Italia dei Valori ha un solo consigliere, Lucrezio Paolini, e con il congresso nazionale del 30 giugno scorso abbiamo introdotto finalmente nel nostro statuto la norma che consente un controllo preventivo da parte del partito di tutte le spese dei nostri eletti». Lo ha dichiarato il segretario regionale Alfonso Mascitelli a rettifica di alcune imprecisioni pubblicate sulla stampa in questi giorni. Mascitelli annuncia che «nell’esecutivo regionale allargato a tutti i dirigenti del partito che si terrà oggi pomeriggio alle 4 presso la sede regionale di Pescara, verrà fatto approvare, come norma da introdurre nel prossimo programma elettorale amministrativo, la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali, parificandola a quella dei sindaci dei capoluoghi di provincia, e l’abolizione dei rimborsi spese dei gruppi a pie’ di lista, ma solo dopo un controllo ex post delle spese effettivamente necessarie».