Legge “ammazza-cani”, piovono le polemiche

cane-spaventatoL’Aquila. Uccisione del proprio cane o gatto su richiesta del proprietario da parte di un veterinario e possibilità di abbattimento dei cani “inselvatichiti”.

Sono questi i contenuti della proposta di legge presentata dai consiglieri regionali Verì, Pietri, Chiavaroli, già approvata in Commissione, che ha suscitato le ire di Alba Dorata Abruzzo, che definisce la proposta “illecita e profondamente immorale”.

La critica del portavoce Stefano Flajani si unisce al grido già lanciato da parte di numerose associazioni, che portano l’attenzione sull’incostituzionalità, dovuta dal fatto che, come ribadito anche dal Codice Penale, non sono previste particolari modalità da impiegare per causare il decesso di un animale, tanto più che l’eutanasia è un atto medico veterinario e non può essere decisa da un proprietario, neppure per motivi di ordine sanitario e sociale.

Dal canto suo, Flajani punta invece il dito sulle attività di Consiglio comunale e presidente regionale, che, sostiene, “sarebbe meglio si attivassero nel far qualcosa di utile che non sia la soppressione di poveri animali”.

Il portavoce elenca infatti in una nota una serie di criticità che dovrebbero a suo avviso preoccupare il presidente molto più del destino degli animali domestici.

“Invece di distoglierci dalle reali problematiche – tuona in proposito -, invece di pensare (absit iniura verbo) ad autentiche boiate, cari signori eletti, vi invito a riflettere e a prendere provvedimenti su: inesistenza di credito alle imprese ed usuraio (?) quello esistente; lavoro inesistente nel settore primario dell’agricoltura; perdita a capofitto di posti di lavoro e mancata assistenza ai più poveri con conseguenze nefaste; indebitamento ed esposizioni bancarie/assicurative al pari di una Nazione del quarto mondo; e così a continuare”.