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L’Abruzzo taglia i costi della politica. Ecco cosa cambia in Consiglio Regionale

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 16:05

consiglio_regionaleIl Consiglio regionale, nella seduta di oggi, ha approvato all’unanimità il progetto di legge che modifica il testo unico sul trattamento economico dei Consiglieri regionali e sulle spese di funzionamento dei Gruppi consiliari.

Per quanto riguarda i Consiglieri, le novità entreranno in vigore il prossimo primo gennaio. Oltre a una riduzione dell’indennità di carica (che viene parametrata a quella percepita in Emilia-Romagna, presa a riferimento nel Decreto 174 del Governo, convertito in legge il 7 dicembre scorso), vengono cancellati i rimborsi chilometrici per i Consiglieri che risiedono fuori L’Aquila.

E’ stato inoltre confermato il regime sanzionatorio per le assenze ingiustificate alle sedute del Consiglio, delle Commissioni, delle Giunte e della Conferenza dei Capigruppo.

Cambia anche la disciplina dei finanziamenti ai Gruppi consiliari, in cui è l’Abruzzo la Regione presa a riferimento dal Governo. Resta il divieto alla costituzione dei monogruppi, a meno che a seguito delle elezioni la lista elegga un unico rappresentante. I contributi saranno calcolati sommando all’importo di 5mila euro l’anno per ciascun Consigliere, una quota pari alla popolazione residente (calcolata sui dati dell’ultimo censimento) moltiplicata per il coefficiente 0.05. Le spese per il personale dei Gruppi non potranno superare il limite del costo di un’unità di categoria D per ogni Consigliere, ma la riforma entrerà in vigore dalla prossima legislatura, mantenendo vigenti i contratti in corso.

“Con questa legge” commenta il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano “si prosegue nel percorso di contenimento dei costi della politica, che l’Abruzzo ha avviato già da diversi anni, ben prima delle imposizioni del Governo tecnico di Monti. E’ un altro tassello a un più ampio progetto, che solo qualche settimana fa ci ha visto approvare la riduzione del numero dei Consiglieri dagli attuali 45 ai 31 della prossima legislatura”.

 

Maurizio Acerbo, consigliere regionale Prc. “Il provvedimento approvato oggi in Consiglio Regionale è come quello della riduzione del numero dei consiglieri: un atto dovuto in applicazione di una norma nazionale. In questo caso poi la riduzione non appare effettiva, almeno per quanto riguarda gli emolumenti complessivi. Il fatto che l’Abruzzo sia tra le regioni “virtuose” è frutto, più che di pratiche ascetiche, degli eccessi delle altre assemblee regionali. Sarebbe il caso di dire che siamo tra le regioni meno maleducate. Infatti risultano almeno per noi comunque troppo elevati gli emolumenti di consiglieri, assessori e presidenti. Per questo ho proposto un emendamento che abbassasse effettivamente il complesso delle indennita’ e dei rimborsi fissandoli a 4.300 euro per i consiglieri e 5.500 euro per i presidenti di Giunta e Consiglio. Cifre congrue e non demagogiche, anzi anche fin troppo elevate visto che assessori e presidenti usufruiscono di auto blu e autista e quindi non hanno spese di trasporto a carico. Il Consiglio ha bocciato la mia proposta preferendo far finta di far sacrifici…che quelli veri sono riservati ai lavoratori e ai cittadini”.

 

Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo Pdl in Consiglio Regionale. 

 “Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio regionale, con l’avallo del governo nazionale è unico in Italia ed evidenzia una volta di più il frutto tangibile del buon governo della maggioranza di centrodestra in Abruzzo”.

 

Lanfranco Venturoni, capogruppo consiliare Pdl. “Grazie a questo provvedimento possiamo restituire ai nostri corregionali 40 milioni che iniquamente erano stati sottratti loro quando, a causa della cattiva gestione della Sanità degli anni passati, sono stati chiamati a pagare le famigerate addizionali. Si tratta di un risultato eccezionale, che segna una significativa inversione di tendenza e offre un importante contributo teso a contrastare la recessione che stiamo attraversando anche a causa dell’eccessivo carico fiscale, rilanciando i consumi e l’edilizia e restituendo al contempo fiducia alle famiglie e respiro all’intera economia regionale”.

 

 

 

 

 

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