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Tasse nelle zone terremotate: polemiche e precisazioni

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Ultimo Aggiornamento: domenica, 14 Gennaio 2018 @ 4:12

Nella giornata di ieri il commissario straordinario per il terremoto del Centro Italia, Paola De Micheli, ha scritto una lettera a tutti i sindaci per precisare i termini della vicenda e spiegare nel dettaglio quello che è il percorso intrapreso.

 

Sulla stessa linea, però, il coordinamento dei comitati Terremoto Centro Italia, ha ribattuto, evidenziato una serie di perplessità.

 

La lettera ai sindaci

 

“Nella lettera inviata ai sindaci di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, abbiamo invitato gli amministratori locali a informare le imprese sui provvedimenti utili alla ripartenza socio economica. Sostanzialmente, le imprese potranno rateizzare a partire dal primo gennaio 2020 le imposte sospese nel 2016 e nel 2017, accedendo ad un mutuo completamente gratuito, da contrarre subito, le cui garanzie sono a carico dello Stato. Tali imposte andranno pagate, detratta l’esenzione in de minimis (200.000 euro circa) e si verseranno solo per il differenziale anche per il 2018, come avvenuto per il 2017.”

 

“Facciamo un esempio: l’impresa Mario Rossi che rientra nelle condizioni della zona franca urbana, con sede a Norcia, nel 2017 avrebbe dovuto pagare 70.000 tra imposte erariali, regionali, comunali e contributi dei lavoratori. Siccome la soglia del de minimis è di 200.000 euro, l’impresa non dovrà versare nulla per il 2017 e quindi potrà anche non accedere al mutuo. Se, però, il totale delle imposte dell’impresa invece che di 70.000 fosse di 210.000 euro, ci sarà la possibilità per l’impresa di accedere a un mutuo di 10.000 euro che verrà pagato a partire dal primo gennaio 2020, senza interessi e con garanzie dello Stato (questo significa che non si vanno a toccare gli impegni bancari delle Imprese). Per il 2018, se la medesima impresa rimane sotto il de minimis continuerà a non pagare nulla. Se, invece, lo supera dovrà riconoscere agli enti coinvolti (Stato, Regione, Comuni, INPS e INAIL) il differenziale oltre i 200.000 euro.”

 

“Specifico – prosegue – che nelle condizioni della zona franca urbana rientrano tutte le imprese che hanno subito danni al fatturato. Esistono, tuttavia, imprese che non hanno subito questo genere di danni ma che fanno parte del cratere sismico. Anche per queste è previsto l’accesso al mutuo di cui in precedenza.”

 

Infine, alcune misure non contenute nella lettera ai sindaci ma per le quali pure serve fare chiarezza.

 

ZONA FRANCA URBANA: è contenuta nella Legge di Bilancio e vale per le imprese. Prevede un rinvio al 20 novembre 2017 (anziché al 6 novembre 2017 come inizialmente stabilito) del termine per la presentazione delle domande da parte delle imprese per accedere ai benefici e alle agevolazioni della Zona Franca Urbana. L’intervento prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese e titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella ZFU Sisma Centro Italia.

 

BUSTA PAGA PESANTE: vale per i cittadini che percepiscono reddito fisso, lavoratori dipendenti e pensionati. Prevede una rateizzazione fino a 24 mesi (rispetto ai 9 inizialmente stabiliti) e rinvio a maggio 2018 (anziché a febbraio 2018 come inizialmente stabilito) delle imposte sospese dal 24 agosto 2016.

 

SOSPENSIONE MUTUI PRIVATI: la sospensione del pagamento dei mutui per i privati verrà prorogata con un emendamento governativo, che verrà presentato la prossima settimana, al dl fiscale in discussione al Senato. Il dl fiscale entra in vigore prima della Legge di bilancio e quindi consente di anticipare i tempi di questa agevolazione.

 

“Inoltre, nel 2018, abbiamo in previsione una negoziazione con l’ABI la revisione dei piani di ammortamento dei mutui privati – la stragrande maggioranza insistenti sulle prime case che verranno ricostruite a carico dello Stato – per evitare che le rate sospese comprensive di interessi di questi due anni, vengano caricate sul solo primo anno. L’esigenza di fare chiarezza è quanto mai urgente, non per evitare – come qualcuno potrebbe pensare – che si facciano strada critiche di stampo politico e da toni elettorali, ma per avere la certezza che i cittadini e le imprese conoscano appieno i propri diritti, per poter ripartire con la ricostruzione. Questi territori si riprenderanno solo se tutti – imprenditori, amministratori locali e Governo – remeremo nella stessa direzione”.

 

 

 

La replica del coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia

 

 

Dal commissario straordinario per la ricostruzione, Paola De Micheli, “c’è troppa confusione”, si tratta di “malafede o incapacità di comprendere le nostre esigenze?”: è quanto si chiede il Coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia, che segnala di “nutrire forti dubbi sul chiarimento che il Commissario ha provato a dare in merito alla lettera sul pagamento dei tributi inviata ai sindaci e da noi notificata attraverso i social”.

 

 

In un testo messo a punto con la collaborazione dei prof. Alberto Cavallaro, dell’Ordine dei commercialisti di Macerata, il Coordinamento afferma che “si fa confusione tra la ripresa dei versamenti sospesi dalle imposte, con la misura agevolativa prevista dalla ‘zona franca'”, perché “ciascuno dei provvedimenti va preso singolarmente perché non coincide tra le varie misure sua per la tempistica che per i soggetti”.

 

 

INPS E INAIL: la sospensione, ricordata il Coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia, “è terminata al 30 settembre 2017 (in piena emergenza giuridica), pertanto le imprese hanno già ripreso i versamenti del 16 ottobre, relativi alle mensilità di settembre. E’ stato invece prorogato il versamento dei contributi sospesi a maggio 2018 con massimo 24 rate da pagare direttamente agli enti previdenziali”.

 

 

VERSAMENTI SOSPESI, BUSTA PAGA PESANTE, ZFU: le misure affrontate nel comunicato del Commissario riguardano, si ricorda ancora: il recupero dei versamenti sospesi 2016 e 2017 per i soggetti con reddito d’impresa e professionale; il recupero della busta paga pesante; la Zona Franca Urbana. Ebbene, secondo il Coordinamento “il comunicato fonde, erroneamente, il recupero dei versamenti sospesi 2016 e 2017 con le agevolazioni ZFU, ma   le due misure non sono sovrapponibili”.

 

 

“Il 30 novembre scade la sospensione del versamento dei tributi, iniziata dalla data dei diversi terremoti. E il 16 dicembre – si sottolinea ancora – si dovrà procedere al versamento dei tributi sospesi in unica soluzione, nel senso che non è prevista nessuna rateazione diretta. Come misura

agevolativa è stato prevista la possibilità di accedere a un finanziamento agevolato, i cui oneri saranno a carico dello Stato, che va richiesto entro l’8 novembre (con un comunicato dell’Abi che lo proroga al 14 novembre) per il pagamento di tali tributi”.

 

 

 

Nel complesso secondo i Comitati “le modifiche fatte e promosse anche dal comunicato non risolvono

due problematiche: la tempistica e il plafond di risorse disponibili. Rispetto alla prima si ricorda che “i contribuenti interessati devono fare richiesta entro i primi di novembre di un finanziamento che deve coprire anche le imposte in scadenza a novembre e dicembre 2017, naturalmente non conoscendone gli

importi effettivi ma solo presunti per i versamenti successivi alla data della richiesta”. Per la seconda sostengono di essersi recati in banca “e alcuni funzionari ci hanno detto che non garantivano la capienza dei fondi disponibili”. Quindi, “in caso di mancato accesso al finanziamento rimane come unica possibilità il pagamento in unica soluzione al 16 dicembre”.

 

 

Sulla Zona Franca Urbana “nel comunicato si prevede che tale misura annulli o quasi il versamento delle imposte sospese da corrispondere. Questa indicazione e’ fuorviante. “Il versamento riguarda infatti tributi (di vario genere) del 2016 e 2017, mentre la ZFU riguarda solo specifici tributi (Ires, Irpef, Irap, contributi dei dipendenti e Imu) del 2017 (quindi no 2016 e, per esempio, no iva)”. Per i Soggetti beneficiari sono diverse le differenze, la Zfu è riservata alle imprese e sono esclusi i professionisti (salvo che per i contributi) . Inoltre per l’accesso alla Zfu i soggetti devono aver subito una diminuzione del 25% del fatturato, altrimenti si è esclusi”.

 

 

Un altro rilievo riguarda la tempistica di accesso: “i versamenti sospesi vanno effettuati entro il 16 dicembre 2017. Per l’accesso alla Zfu va presentata la domanda entro il 20 novembre (nuovo termine), ma il beneficio viene concesso successivamente a seguito di decreto, e pertanto non saranno disponibili per la data del versamento che dovrà essere effettuato e/o finanziato”. Inoltre per la capienza delle agevolazioni, “le risorse messe a disposizione – viene sottolineato – sono limitate e verranno ripartite tra i richiedenti. Fintanto non ci sarà il decreto non sarà possibile conoscere il beneficio concesso”.

 

 

Ultimo capitolo le problematiche relativa alla Zona Franca Urbana. Per la sua estensione “hanno inserito tutti i comuni presenti negli allegati senza distinzione, comprendendo anche città come Macerata, Fabriano, Teramo, Ascoli Piceno e altre che hanno subito danni importanti, ma sicuramente meno rilevanti e devastanti rispetto ad altre realtà. Questa estensione potrebbe comportare una ridistribuzione su quantità elevate di soggetti con conseguente riduzione – rileva infine il Coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia – del beneficio concedibile anche per i soggetti che operano sulle zone più danneggiate”.

 

 

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