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Regione Abruzzo, la contromanovra dell’Idv

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 15:59

palazzo_silone“La manovra di Chiodi, fatta solo di nuove tasse, balzelli, accise e imposte di ogni genere, richiede una vera e propria contromanovra che ristabilisca un minimo di equità”. È quanto sostiene in una nota il consigliere regionale Cesare D’Alessandro, il quale annuncia le presentazione di una serie di emendamenti strutturali che incidono sulla spesa corrente, riducendola pesantemente, per liberare fondi da destinare al sociale, allo sviluppo e all’ambiente.

Come già anticipato dal Capogruppo dell’IdV, Carlo Costantini, gli emendamenti e le proposte riguardano, sul fronte della spesa, la definizione del processo di riorganizzazione e fusione delle Aziende di Trasporto Pubblico Locale, da concludersi entro il prossimo febbraio. “Già sono stati spesi troppi soldi per la realizzazione di studi e piani rimasti inattuati” commenta D’Alessandro “è necessario concretizzare qualche risultato”. E poi ancora, il blocco delle assunzioni di personale nella Regione, nelle Asl e negli enti strumentali. “Va detto che Chiodi, questa estate, ha prima deciso di sopprimere una serie di aziende regionali e ora, invece, ci chiede di far risorgere per un altro anno l’Arssa e l’Aptr, spostandone il termine per la chiusura. E questo perché non è stato in grado di dare attuazione alle leggi da lui stesso proposte e approvate”. Tra le proposte, anche la riduzione del 50 per cento delle spese per collaborazioni e consulenze, oltre che per le segreterie politiche degli assessori.

“Sul problema scottante delle tasse” aggiunge il consigliere regionale “Chiodi ben sa che le leggi sul federalismo fiscale gli consentono di far pagare in modo progressivo le addizionali regionali all’Irpef, che ora, invece, operai e pensionati pagano nelle stesse percentuali dovute da parlamentari, consiglieri regionali, industriali, burocrati e dirigenti pubblici e privati. E’ una vergogna oltre che una palese ingiustizia sociale. Con un nostro emendamento chiediamo, ancora, di ridurre all’osso le spese di rappresentanza e per le auto blu, limitandole ai presidenti e vice. Abbiamo anche chiesto di destinare lo 0,1 per cento del Bilancio a quattro nuovi capitoli di spesa, che interessano premi a sostegno dei Comuni che limitano il consumo di territorio e bloccano, quindi, le nuove costruzioni su terreni agricoli; la riduzione dei consumi energetici; la nascita di ‘orti sociali’ in spazi pubblici e privati; l’innovazione culturale in economia, per ridefinire il concetto di benessere secondo parametri di tipo economico, ma anche sociale ed ecologico. Non siamo, invece, interessati a finanziamenti di sagre, associazioni, gruppi o altre cose del genere, perché riteniamo che l’accesso ai finanziamenti debba essere consentito secondo leggi dello Stato e della stessa Regione, mediante la partecipazione a bandi pubblici e trasparenti”.

 

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