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Parco Majella: depositato il nuovo Piano, via alle osservazioni

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Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 25 Ottobre 2017 @ 14:23

Pescara. Il Consiglio direttivo del Parco nazionale della Majella  ha approvato, lunedì 19 dicembre, il nuovo piano per il parco, il primo passo dell’iter di approvazione.

Ora, il piano sarà depositato per quaranta giorni presso le sedi dei Comuni e delle Regioni interessate, e chiunque potrà prenderne visione ed estrarne copia. Entro i successivi quaranta giorni chiunque potrà presentare osservazioni scritte, sulle quali l’Ente parco esprimerà il proprio parere entro trenta giorni.

“Competenza giuridica, profonda conoscenza dei processi ecologici, visione territoriale, aderenza alle normative internazionali. Questi – si legge in una nota del Parco – i capisaldi del nuovo Piano per il Parco, lo strumento di pianificazione principale del territorio della Majella, custodito da un Parco di 750 chilometri quadrati, con 39 territori comunali e con uno dei più grandi patrimoni di biodiversità d’Europa”.
“Con questo Piano”, commenta Licio Di Biase, componente del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva del Parco, si compie un passo in avanti verso l’attenuazione della rigidità gestionale del territorio che, nel passato, ha creato molto malessere e proteste nelle popolazioni. Infatti, col precedente Piano approvato nel 2009, dopo una prima stesura avvenuta nel 1998, si era determinata una inconcepibile rigidità repressiva che determinò un distacco sempre più polemico tra Parco e popolazioni. E poi il distacco verso i problemi della proliferazione incontrollata dei cinghiali, nulla a che fare con il Piano, ma che sta a testimoniare l’eccessivo distacco del parco dal territorio: tanti drammatici problemi che ora iniziano una nuova stagione di attenzioni”.

 

La proposta di nuova zonizzazione ha degli importanti cambiamenti: la zona A di riserva integrale aumenta dal 48% al 56% dell’intera superficie del Parco, le Zone D1 (Insediamenti turistici da riorganizzare) scendono dallo 0,12% allo 0.09%, le Zone D2 salgono appena dallo 0.65% all’1,01%.

“Nulla di più lontano, dunque, dal paventato aumento del consumo di suolo e di cementificazione che alcuni avevano, nei giorni precedenti, frettolosamente paventato”, aggiunge Di Biase, “Si è trattato, invece, di un procedimento di pensiero, visione, elaborazione tecnico-giuridica che negli ultimi mesi ha visto impegnati uffici, tecnici e comunità del Parco, nel disegno di una nuova pianificazione che sia al passo con i tempi e le norme della conservazione, e coerente alla storia della nostra terra”.

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