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Abruzzo, la Rai censura i comunisti

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 9:23

raiPescara. Si svolgerà domani alle ore 17.30 davanti alla sede Rai regionale in via De Amicis a Pescara il presidio della Federazione della Sinistra contro l’oscuramento subito da parte della Rai.

“L’oscuramento riguarda sia la nostra partecipazione ad eventi, manifestazioni pubbliche, sia le posizioni che esprimiamo sulle diverse questioni politiche e sociali”si legge in un comunicato ufficiale. “L’oscuramento operato nei nostri  confronti, il bavaglio messo alla nostra politica ad opera del sistema dell’informazione merita una risposta di protesta democratica”.

Sarà chiesto l’incontro con il presidente della RAI Paolo Galimberti, a cui parteciperanno il Portavoce Massimo Rossi unitamente a Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi e Gianpaolo Patta.

“Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani sono stati sempre in prima fila nel sostenere l’informazione libera e senza bavaglio” continua la nota. “Ora chiediamo che il “bavaglio” lo tolgano anche a noi perché la censura che subiamo è rigorosamente bipartisan e coinvolge anche i conduttori e i programmi più antiberlusconiani”.

 

Il sostegno dell’Anpi. L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Pescara esprime, in una nota, il proprio sostegno alla “legittima protesta democratica della Federazione della Sinistra e dei partiti, come Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, che la compongono”.

“E’ innegabile che tali formazioni politiche stiano subendo da parte dei media nazionali, e in particolar modo del servizio pubblico, un ostracismo e un oscuramento che non ha precedenti nella storia della Repubblica.”, si legge, “Non è in discussione l’adesione o meno alle posizioni espresse da questi partiti ma la possibilità per i cittadini di una democrazia di potersi confrontare con le loro proposte e idee. Nessun democratico può gioire dell’oscuramento che patiscono partiti che sono stati e rimangono sempre in prima fila nella difesa dei diritti e delle libertà sancite dalla Costituzione che non casulamente reca in calce la firma di un comunista come Umberto Terracini”, conclude l’Anpi.

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