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L’Abruzzo piange la morte del presidente Ciampi

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 5:45

L’Aquila. Il Presidente Giuseppe Di Pangrazio, esprime il suo cordoglio personale e quello dell’intero Consiglio regionale per la scomparsa del Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi.

‘E’ una perdita per l’intero Paese e per le istituzioni repubblicane – commenta Di Pangrazio – Ciampi era un amico dell’Abruzzo, regione che conosceva bene e che aveva visitato più volte. Diverse sono state le sue visite nelle città abruzzesi così come alle istituzioni regionali. E forte era rimasto il suo legame con i movimenti partigiani e con i luoghi simbolo della Resistenza in Abruzzo a cui da Presidente aveva reso onore e riconoscimenti.

Ciampi aveva una conoscenza profonda dell’Abruzzo, sia dal punto di vista politico che per le sue bellezze naturali come quelle montagne abruzzesi che lo adottarono da giovane sottotenente, quando riparò a Scanno per non aderire alla Repubblica fascista di Salò.

L’Abruzzo gli era rimasto nel cuore ed anche la gente abruzzese che lui definì capace di ‘appoggi spontanei, quegli slanci di solidarietà che davano quotidiana testimonianza dell’umanità, e del patriottismo, della gente abruzzese.

L’Abruzzo e gli abruzzesi hanno perso un grande uomo delle istituzioni, un uomo di straordinaria semplicità che tutti abbiamo nel cuore’.


‘Piango la scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi, fulgido e indimenticato esempio di statista. Grande sostenitore dell’Unione Europea, egli ha saputo ricoprire tutte le cariche che gli sono state affidate – presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, ministro e governatore della Banca d’Italia – con rigore e umanità al tempo stesso’.

Ad affermarlo è il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso.

‘Mi piace ricordare la nascita del suo intenso rapporto con l’Abruzzo: dopo l’armistizio dell’8 settembre – rammenta il governatore – non volle aderire alla Repubblica di Salò e trovò rifugio a Scanno.

Nel marzo del 1944 partì da Sulmona insieme ad altri antifascisti per passare nell’Italia liberata dagli Alleati; arrivò a Casoli, dove fu accolto dai componenti della Brigata Maiella, tracciando in questo modo quello che oggi è noto a tutti come ‘il sentiero della liberta”.

Di quella sua traversata resta un diario conservato nel liceo scientifico di Sulmona, che intendo visitare al più presto per onorarne la memoria. Il cordoglio mio e di tutti gli abruzzesi – conclue D’Alfonso – si leva alto nel ricordare un uomo esemplare, di cui sentiamo già la mancanza’.


‘La notizia della scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi, Presidente emerito della Repubblica Italiana, addolora l’Italia intera e non solo, per l’esempio di onestà, correttezza e disponibilità, manifestato nello svolgimento dei più importanti servizi per il bene pubblico’.

Così in un comunicato la presidente dell’ Associazione “Il Sentiero della Libertà/ Freedom Trail”, Maria Rosaria La Morgia.

‘Un esempio da grande uomo che passa alla storia. Questa Associazione Culturale “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, grata per gli incontri personali e per la memoria lasciata sui libri pubblicati, esprime profondo cordoglio e si impegna a mantenere vivo il ricordo d’una persona indimenticabile, conservandone l’esempio e il messaggio da trasmettere alle nuove generazioni.

La manifestazione della Marcia Internazionale “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, da Sulmona a Casoli, la cui prima edizione il 17 maggio 2001, presenziata a Sulmona proprio dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi- conclude La Morgia – fu ed è rimasta in questi sedici anni momento di ricordo e testimonianza di gratitudine per quella resistenza umanitaria e lotta per la libertà, che hanno caratterizzato la gente peligna e abruzzese’.


‘Perdiamo una delle più emblematiche personalità, che è di una straordinaria attualità e che sicuramente ha dato lustro al nostro Paese’.

Così il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, venuto a conoscenza della morte di Carlo Azeglio Ciampi.

Il sottosegretario nel corso di una conferenza stampa, a Pescara, riguardante l’uscita dell’Abruzzo dal commissariamento della sanità, ha detto che le agenzie di stampa stavano riportando la notizia della morte del presidente emerito della Repubblica Ciampi e ha invitato i presenti ad osservare un minuto silenzio.

‘Un paese addolorato – ha aggiunto – che ha necessità ancora di più di ricollegarsi ai suoi pensieri, alle sue idee e anche alla sua passione’.

De Filippo ha evidenziato l’attualità della figura di Campi e ha ricordato ‘le idee sull’Europa, la forza e il pensiero di alcune strategie in termini di economia nel nostro Paese e in termini di programmazione, soprattutto, al Sud.

Dovremmo ricordare – ha concluso – che la programmazione negoziata nasce proprio da una grande e straordinaria idea dell’allora ministro Ciampi’.


‘Carlo Azeglio Ciampi è stato un grande uomo delle istituzioni che ha restituito l’orgoglio all’Italia. La sua morte è una grave perdita per tutti noi e ci lascia profondamente addolorati’.

Così la senatrice del Pd Stefania Pezzopane.

‘Di lui – prosegue – ho una serie di ricordi, anche personali, che raccontano della sua grande umanità. Ricordo con grande affetto quando il presidente della Repubblica Ciampi conferì la medaglia d’oro al valore civile per la Resistenza alla Provincia dell’Aquila, quando io ne ero presidente.

Nel 2009 lo andai a trovare con altri aquilani, per consegnargli un premio che non aveva potuto ritirare per le sue già peggiorate condizioni di salute. Poco dopo, la mattina del 6 aprile, squillò il mio telefono ed era proprio Ciampi che mi chiamava per conoscere le mie condizioni, dopo il terremoto. L’episodio mi commosse: un uomo così importante aveva voluto telefonarmi per sapere come stessi. Ci mancherà’, conclude Pezzopane.


Aveva rapporti antichi con la terra d’Abruzzo il Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Rapporti di quelli che lasciano un segno intenso. Visse qui i giorni dello sbandamento dell’esercito successivi all’8 settembre 1943.

Al momento della dichiarazione dell’Armistizio, Ciampi si trovava a Livorno, città dov’era nato, in temporanea licenza dall’Albania. Da Livorno si era recato a Roma per avere notizie circa la sua destinazione e dopo gli scontri di Porta San Paolo si era diretto alla volta di Scanno.

Proprio in questo piccolo centro d’Abruzzo egli affermò di aver ritrovato il sentimento profondo della Patria:

“Vi giunsi dopo aver provato, come tanti giovani militari, l’amarezza della dissoluzione dell’esercito, l’umiliazione della disfatta, la rabbia perché non ci era stato dato modo di reagire […] Nel silenzio di queste montagne, si avviò un dialogo, una riflessione in primo luogo all’interno di noi stessi, con le nostre coscienze. Ci ponevamo la domanda sul come ritrovare il fondamento del vivere civile. […] Patria è una parola che non dobbiamo avere esitazione a pronunciare con orgoglio. Se fummo capaci di ritrovare i punti cardinali di riferimento, di riconquistare la serenità dell’animo, di fare le conseguenti scelte e di perseguirle con determinazione, di sentirci di nuovo parte viva di una società di uguali, ciò fu dovuto al clima umano che respirammo in queste montagne, in questa terra d’Abruzzo”. (Parte del discorso pronunciato il 4 agosto 1996 in occasione del ricevimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Scanno, pubblicato in “Nuova Antologia”, a. 131°, fasc. 2200, ottobre-dicembre 1996, p. 237-239).

Il 24 marzo 1944 si mise in cammino per compiere la traversata che da Sulmona lo avrebbe portato a Casoli, superando il Guado di Coccia, al lato sud della Majella, in modo da raggiungere gli alleati anglo-americani. Della difficile traversata rimangono pagine intense nel suo diario.

All’annuncio della scomparsa, il Presidente della Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio, il vice Presidente, Antonio Rullo, e tutti gli organi della Fondazione si sono uniti al dolore della famiglia per l’immensa perdita ricordandone la visita ufficiale a Taranta Peligna, Sulmona e Scanno il 17 maggio 2001

quando si soffermò in un momento di raccoglimento e di omaggio al Sacrario della Brigata “Maiella”, situata di fronte alle grandi e magnifiche montagne dell’Abruzzo che egli dovette attraversare, più di mezzo secolo prima, tra difficoltà e stenti, per raggiungere la libertà.


‘Un ricordo forte e denso di commozione, legato soprattutto all’incontro che ebbi con lui poco prima del sisma del 6 aprile e al fraterno abbraccio durante i funerali delle vittime’.

Con queste parole il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente commenta la notizia della scomparsa del presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

‘Il 31 marzo del 2009, a pochi giorni dal sisma, – ha proseguito Cialente – gli consegnai personalmente il premio Socrates Parresiastes che, come noto, viene assegnato a personalità che si distinguano “per agire secondo verità e per parlare con autorevolezza e franchezza’.

A pochi giorni da quella cerimonia, che si svolse a Roma, il presidente emerito partecipò ai funerali di Stato per le vittime del sisma. E’ ancora vivissimo, in me, il ricordo di quell’abbraccio, commosso e sentito, cui seguirono telefonate e lunghi resoconti sulla drammatica situazione che stavamo vivendo.

Alla comunità aquilana e a quella abruzzese, con le quali manteneva da sempre un forte legame affettivo e culturale, Ciampi ha sempre dimostrato concreta e sincera vicinanza, profondo interesse, straordinaria solidarietà.

Con lui scompare – ha concluso il sindaco – una personalità di altissimo profilo umano, istituzionale e politico, di eccezionale rigore e di autentica sensibilità. In questo giorno di lutto la Municipalità aquilana saluta un Presidente che ha dimostrato affetto e vicinanza alla nostra Città nel suo momento più difficile’.

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