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Alluvione nel teramano, Pd chiede le dimissioni di Gianni Chiodi

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Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 14:32

dalessandro_ruffini_di_lucaTeramo. “L’imbarazzante silenzio di Chiodi significa una sola cosa: che il presidente della Regione Abruzzo è in linea con le scelte romane. Altrimenti dica con chiarezza se condivide o meno le parole dell’assessore alla Protezione civile Giuliante. Una cosa è certa: Chiodi è stato scaricato da Berlusconi e presto verrà scaricato anche dai suoi concittadini teramani. L’unica cosa che gli resta è rassegnare le dimissioni e andare a casa”.

Così ” il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, commenta la notizia di una possibile tassa di scopo con cui il governo avrebbe intenzione di reperire le risorse necessarie a fronteggiare le conseguenze dell’alluvione nel teramano.
“L’avevamo annunciato” aggiungono i consiglieri Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca: “dopo il riconoscimento dello stato di calamità era necessario reperire subito le risorse per il teramano, purtroppo apprendiamo da Giuliante che dei soldi non vi è traccia. Per l’Abruzzo spremuto già come un limone da tasse, accise sulla benzina,debito sanitario, il governo di Berlusconi ha pensato bene di tassare ulteriormente gli abruzzesi per fronteggiare le calamità naturali. L’unico che si è fatto sentire è il neo assessore alla Protezione Civile Giuliante, tra l’altro un aquilano che ha avuto il coraggio di battersi per le ragioni dei teramani alluvionati. Ma lo sfogo di Giuliante è il chiaro sintomo che la filiera della Pdl si è rotta”.
Ruffini e Di Luca si scagliano contro il silenzio del governatore Chiodi, sintomo, nella loro opinione, di una mancata forza da parte del centrodestra di “battere i pugni” in difesa dell’Abruzzo. A fronte di questa situazione, pertanto, il Partito Democratico regionale promette di farsi sentire, raccogliendo l’invito alla mobilitazione di Giuliante. “Apriremo una vera e propria mobilitazione sui territori alluvionati” promette, infatti, Ruffini “e inviteremo anche i sindaci di centrodestra a protestare contro questa ingiustizia e contro il Don Abbondio Chiodi. I soldi ci sono, basta accorpare le elezioni come chiesto da Spacca. Ma questa è una scelta del governo e Chiodi deve dire se è anche la sua scelta. Altrimenti vuol dire che è contro i sindaci e le amministrazioni locali, che Berlusconi vuole lasciare senza soldi, senza viabilità ed indebitate. Spiegheremo a tutti le capanze di Tremonti: per il Veneto alluvionato subito 300 milioni di euro, per l’Abruzzo terremotato e alluvionato solo promesse e poi tasse? Fregati a Tortoreto e fregati a Teramo sempre da Berlusconi. Chiodi dica un solo vantaggio che gli abruzzesi hanno ricevuto da Berlusconi e che giustifichi la scelta di averlo sostenuto come candidato Governatore”.

Intanto l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianfranco Giuliante, lunedì pomeriggio sarà a Teramo per partecipare ad una riunione con i sindaci convocata dal presidente Valter Catarra e dall’assessore alla viabilità Elicio Romandini. Servirà a fare il punto sulle questioni post-alluvione anche alla luce di quanto previsto dal Decreto “milleproroghe”. La riunione  si svolgerà a partire dalle ore 16.00 nella Sala Polifunzionale di via Comi.

 

La reazione del segretario provinciale del Pd teramano, Robert Verrocchio. “Il centrodestra fa il gioco delle tre carte – riconosce lo stato di calamità e di emergenza ma poi invita i cittadini a farsi carico dei costi di messa in sicurezza. Questo emerge da quanto ha dichiarato anche il neo assessore Regionale alla protezione Civile Gianfranco Giuliante, che avrebbe manifestato la volontà di sollevare una questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte per la palese ingerenza del Governo in materia di competenza regionale. Il riferimento è alle ultime modifiche apportate al decreto 225 –  Milleproroghe. Con le modifiche, viene stabilito che le regioni potranno accedere ai finanziamenti solo dopo  l’assunzione di aumenti di imposte e tributi regionali con particolare riferimento alla benzina. Questa è la grande considerazione che il governo Berlusconi ancora una volta ha della nostra regione. E’ evidente, che se tutto ciò fosse vero, sarebbe la più grande offesa alla dignità dei cittadini teramani e una sconfitta per i rappresentanti teramani e abruzzesi PDL in parlamento. Sarebbe un atteggiamento perfettamente in linea con il programma Berlusconi – scaricare sugli enti locali le incapacità del governo. Siamo alla morte lenta delle funzioni degli enti locali, alla morte lenta dei servizi minimi che le istituzioni locali faticosamente cercano di garantire per proprie comunità e all’umiliazione dei territori e dei cittadini. Considerato che ad essere interessato dalla calamità è stato il territorio provinciale di Teramo, rivolgo al presidente Catarra l’invito a far sentire la propria voce. Lo stesso presidente non perde occasione per ricordare di essere stato eletto dai cittadini teramani. E’ arrivato il momento di battere i pugni a difesa del questo territorio. Non si può permettere di restare in silenzio di fronte a questa preannunciata ipotesi. Il presidente deve prendere in mano la situazione. Oltre ai danni che non saranno in grado di affrontare i comuni e i cittadini alluvionati, la stessa provincia di Teramo non riuscirà ad affrontare quelli avuti sulle strade provinciali. Molte parti del territorio sono isolate per strade interrotte. Già si riscontrano le prime ricadute sull’economia Teramana. I comuni sarebbero già pronti ad intervenire con tutte le procedure d’urgenza previste per legge, ma senza alcuna certezza la messa in sicurezza rischia di rimanere ferma”.

 

La replica di Chiodi. “Il consigliere Claudio Ruffini, e con lui tutto il PD regionale, contraddice se stesso e soprattutto evoca scenari politici improbabili quanto fantasiosi. La Regione Abruzzo ed il suo Presidente si stanno impegnando affinché i danni causati dai nubifragi di inizio marzo, nel Teramano, ottengano il dovuto ristoro. Il nuovo orientamento del governo nazionale di ricorrere in primis alla tassazione regionale, non riguarda certo solo l’Abruzzo. Ma sarà così anche per le Marche o per la Lombardia, se non ci sarà un ripensamento”. Il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, replica così a Ruffini ed ai colleghi di partito che lo hanno accusato di esser “scaricato da Berlusconi e dal PdL” . “I consiglieri PD possono stare tranquilli – aggiunge il Presidente – la maggioranza è coesa, si lavora in sinergia, ed a Roma mai sono state sottovalutate le istanze del nostro territorio. Quanto poi a Ruffini che grida allo scandalo proprio per questa presunta tassa di scopo, voglio ricordare che fu proprio lui, in un documento, prima della dichiarazione dello stato di calamità, a sostenere la necessità di utilizzare i fondi regionali a ristoro dei danni causati dal maltempo. In sostanza – osserva Chiodi – Ruffini ha anticipato una tesi che invece oggi sta avversando con forza. La richiesta del ministro Tremonti di ricorrere al bilancio regionale, in una realtà già stressata dal debito sanitario e dagli effetti, anche indiretti, del terremoto, fa il paio con la proposta che Ruffini ha provato a sottoporre ai Capigruppo consiliari. Proposta respinta”. Per il presidente Chiodi “l’attacco del Consigliere PD è fuori luogo e paradossale, visto che ciò che ha detto ieri lo ha negato oggi. Il silenzio che Ruffini mi addebita e che definisce ‘imbarazzante’ è solo mancanza di tempo per infruttuose polemiche. Tempo che sto impiegando per sostenere nei tavoli romani le istanze della nostra regione. Tutti siano certi che faremo valere le nostre ragioni e lo faremo coralmente come Esecutivo regionale. Vorrei altresì ricordare – conclude Chiodi – che finora il governo centrale ha dimostrato sempre attenzione verso le nostre esigenze”.

 

Ruffini: “Chiodi mal consigliato o è un buguardo”. “Il Presidente Chiodi deve essere stato informato male” precisa Ruffini “oppure sta dicendo il falso. La risoluzione del Pd sull’alluvione non chiedeva l’introduzione di nessuna tassa di scopo.”
Ruffini replica così alle accuse del Presidente Chiodi e della Pdl in merito all’alluvione nel teramano, precisando che il giorno 8 marzo (seduta in cui si è discussa dell’emergenza nel teramano) il Pd fece delle precise richieste a Chiodi e alla Giunta regionale per fronteggiare l’alluvione nel teramano. Il Presidente Chiodi, in quella seduta, era tra l’altro assente.

Questi i punti centrali della risoluzione presentata dal Pd in Consiglio regionale:

impegnare il Presidente della Giunta Regionale a:

1.richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di adottare apposito atto per riconoscere lo stato di emergenza per calamità naturale della Regione Abruzzo unitamente alla Regione Marche;

impegnare la Giunta Regionale a:

1.rimodulare le somme già a disposizione della Regione Abruzzo pari a 40 milioni di euro e destinate al Piano Triennale delle Opere Idrauliche 2011-2013, assegnandole prioritariamente alla ricostruzione e al consolidamento dei ponti al fine di ripristinare la viabilità provinciale ricostruendo almeno due ponti, uno nella Val Vibrata e l’altro in Val Vomano;

2.impegnare i fondi FAS per il riefficientamento delle reti idriche di distribuzione ovvero fornire subito acqua potabile in territori come la Val Vibrata e ripristinare i 22 depuratori danneggiati per evitare danni all’economia  turistica della costa teramana ormai prossima alla riapertura con l’arrivo di Pasqua;

3.rimodulare i programmi comunitari FESR, FSE,PSR, al fine di sostenere i settori economici dell’industria, artigianato, commercio e agricoltura danneggiati dall’evento alluvionale;

“Il nostro documento diceva queste cose” continua Ruffini “e di certo non abbiamo sottoposto ai capigruppo consiliari nessuna proposta di introduzione di una tassa di scopo per l’alluvione. Il nostro documento dopo una trattativa con la maggioranza è stato accantonato e si è convenuto di stilare un nuovo documento che tenesse conto anche delle nostre indicazioni al fine di condividere la risoluzione da tutto il Consiglio regionale. Questa è la verità”.

Leggi l’allegato il documento (risoluzione) del Pd.

A dimostrazione di ciò si allega lo stesso documento (risoluzione) del Pd

 

 

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