Vino Abruzzo, in dieci anni export raddoppiato

Pescara. L’export regionale di vino nel 2015 ha raggiunto il tetto di 138 milioni di euro, più del doppio rispetto a dieci anni fa quando il valore dell’export abruzzese era inferiore 61 milioni di euro. A renderlo noto è la Coldiretti Abruzzo in base ai dati Istat.

Era marzo 1986. Sono trascorsi trent’anni dallo scandalo del metanolo che mise in ginocchio il settore vitivinicolo nazionale. Ma da allora, il vino italiano è rinato arrivando a diventare il prodotto simbolo di un Paese ora leader a livello mondiale. Un percorso di qualità, una Rinascita vera e propria, che visto protagoniste tutte le regioni d’Italia.

Anche, anzi soprattutto, l’Abruzzo, che può considerarsi oggi tra le regioni in cui il vino – con particolare riferimento al Montepulciano – ha saputo imporsi fino a diventarne l’immagine di riferimento, con una filiera che costituisce il principale comparto agricolo regionale (21% dell’intera PLV, la più elevata incidenza tra le regioni italiane) e può contare su oltre 32.000 ettari di vigneto specializzato (di cui 3.559 ettari a biologico) localizzati prevalentemente in collina, una produzione media di uva vinificabile attestata intorno ai 5 milioni di quintali all’anno a cui corrisponde un quantitativo medio di vino intorno ai 3,5 milioni di ettolitri (70% dei quali rossi, il restante 30% bianchi) per un totale di diciottomila aziende interessate sempre a piu’ alta specializzazione.

Un settore fiorente, come conferma un dato per tutti: l’export regionale nel 2015 ha raggiunto il tetto di 138milioni di euro, piu’ del doppio rispetto a dieci anni fa quando il valore dell’export abruzzese era inferiore a 61 milioni di euro (elaborazioni Coldiretti Abruzzo su dati Istat).

Le mete del nostro vino? Germania, Francia, Regno Unito, Usa e Canada, ma anche i nuovi mercati quali quelli orientali. “Il caso del metanolo rappresenta un esempio per tutto il sistema produttivo italiano della necessita’ di passare da un’economia basata sulla quantita’ ad un’economia che punta invece su qualita’ e valore” dice il direttore di Coldiretti Abruzzo Giulio Federici – Dobbiamo fare tesoro di quanto e’ avvenuto trenta anni fa e della Rinascita che ne e’ derivata, continuando a mettere in pratica un approccio sempre piu’ attento nei confronti di qualita’, specificita’ e distintivita’ del prodotto vino, caratteristiche che hanno portato il vino abruzzese, con particolare riferimento al Montepulciano, ad essere apprezzato in tutto il mondo”.