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Abruzzo, Sandro Di Minco è il nuovo direttore generale dell’Arit: sostituisce Grilli

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 3 Novembre 2017 @ 0:16

Pescara. Sandro Di Minco è il nuovo direttore generale dell’Arit (Agenzia regionale per l’informatica e la telematica). E’ stato nominato ieri sera dalla Giunta regionale in sostituzione di Andrea Grilli.

Sandro Di Minco, avvocato, consulente presso diverse aziende pubbliche e private in Diritto delle tecnologie dell’informazione, dell’amministrazione digitale e della semplificazione amministrativa, e’ stato scelto per il suo curriculum e per il progetto presentato, convincente, che vuole fare dell’Arit lo strumento rinnovato per realizzare un’Agenda digitale abruzzese e contribuire all’efficientamento della pubblica amministrazione regionale.

Questa mattina Di Minco ha incontrato il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso per mettere a punto i primi impegni operativi.

Febbo: ‘Dopo Grilli abbiamo perso il conto di quanti hanno abbandonato la nave’

“Non lo sarà certo per l’attività amministrativa, troppo ingessata e poco efficace, ma in quanto a nomine e dimissioni la Regione di Luciano D’Alfonso è davvero velocissima con un trend preoccupante che non accenna a rallentare.

L’ultimo in ordine di tempo a fuggire dalla nave (sarebbe meglio dire zattera) del presidente è Andrea Grilli, insediatosi appena un anno fa, che si è dimesso dall’incarico di direttore dell’Arit. Subito pronto il sostituto: al suo posto D’Alfonso ha scelto Sandro Di Minco”.

E’ quanto dichiara il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che ricorda come “la lista delle defezioni nella squadra del presidente D’Alfonso è sempre più consistente e si fa davvero fatica a tenere il conto di coloro che per svariati motivi hanno deciso di rinunciare al proprio incarico.

Basti ricordare Eliana Marcantonio, il fedelissimo Ernesto Grippo, i capi dipartimento Vittorio Di Biase e Carmine Cipollone, i manager Asl Francesco Zavattaro e Giancarlo Silveri, il direttore della Saga Piero Righi, nonché i componenti del cda Valentino Sciotti ed Emidio Isidoro, il presidente commissario del Consorzio industriale Gabriele Gravina, Barbara Becchi, Fabrizio Paolini e il commissario del consorzio bonifica sud Sandro Annibali.

Ma alla fuga dalla barca del presidente fa da contraltare alle promesse mai mantenute che D’Alfonso aveva fatto all’inizio della sua avventura preannunciando di arruolare quei grandi nomi dal curriculum eccezionale che avrebbero trasformato la Regione in una macchina straordinaria. Tutte chiacchiere perché dei protagonisti del toto nomi dall’ex ministro Barca a Turturiello, da Ciaffi a Farinella non vi è nessuna traccia negli uffici regionali. Il risultato? Una macchina amministrativa ingolfata e una valanga di ricorsi pronti”.

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