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Riorganizzazione sanitaria in Abruzzo, ecco i 10 ospedali declassati

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 0:29

L’Aquila. “Si squarcia il velo sulla presunta riforma ospedaliera, finalmente Paolucci inizia solo parzialmente a rivelare il ‘segreto di Pulcinella’ confermando purtroppo tutte le nostre preoccupazioni. Costretto a dire la verità l’assessore alla Sanità ha ammesso l’esistenza di una nota del Commissario Luciano D’Alfonso, inviata ai Ministeri competenti nella quale si prospettano i programmi futuri.

L’atto ufficiale però resterà segreto e visto che è di natura commissariale offre una opportunità a Paolucci che può trincerarsi dietro il silenzio ed eludere le nostre richieste di chiarimenti”.

E’ quanto dichiarano in una nota i Consiglieri regionali di Forza Italia a margine della V Commissione Sanità, in programma questa mattina e voluta dal partito di opposizione.

“Di fatto, Paolucci – prosegue la nota – ammette che lo sciagurato progetto suo e di D’Alfonso porterà alla chiusura o al declassamento di 10 nosocomi: Sant’Omero, Atri, Giulianova, Penne, Ortona, Popoli, Sulmona, Guardiagrele, Atessa e Castel di Sangro, con la soppressione, in quasi tutti, del pronto soccorso.

Chiaramente ci opporremo in tutti i modi, senza se e senza ma, a questa presunta riforma che causerà solo danni ai territori. E’ questo il bel regalo che il presidente/commissario e Paolucci hanno confezionato per gli abruzzesi nonostante – conclude la nota – la nostra sia una Regione con i conti in ordine. Per Forza Italia non finisce qui e sicuramente in Aula sarà ancora battaglia”.

Sono fortemente preoccupato, perché oggi l’unico dato emerso con chiarezza è che in Abruzzo ci saranno 10 ospedali che verranno declassati”. Lo afferma il Consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari, a margine dell’audizione dell’Assessore regionale Silvio Paolucci in Commissione Sanità.

“Anche se Paolucci non ha voluto scoprire le carte, evitando accuratamente di indicare quali saranno i presidi ridimensionati – continua l’esponente della minoranza – siamo arrivati alla conclusione che i nosocomi interessati saranno Penne, Popoli, Ortona, Atessa, Guardiagrele, Giulianova, Sant’Omero, Atri, Sulmona, Castel di Sangro.

In provincia di Pescara, in particolare, si registreranno i tagli più pesanti, con Penne che diventerà ‘ospedale di area svantaggiata’ e Popoli ‘ospedale per ricoveri in elezione’. Questo vuol dire che Popoli non avrà più il pronto soccorso e potrà disporre, forse, di un unico reparto per piccoli interventi chirurgici. Praticamente se ne decreterà la morte. Anche Penne sarà fortemente penalizzato, perché perderà molti reparti attivi e funzionanti”.

L’Assessore, in Commissione, ha annunciato che tutto il piano sarà a breve inserito in un provvedimento, che diventerà un decreto. “Peccato – conclude Pettinari – che di questo disegno noi Consiglieri regionali non sappiano nulla.

E’ un qualcosa che stanno gestendo, in totale solitudine, Paolucci e D’Alfonso senza confrontarsi con nessuno. Sarebbe stato più corretto, invece, condividere un percorso programmatico che porterà enormi disagi all’utenza, limitando e condizionando l’erogazione dei servizi sanitari, e favorendo ancora una volta le strutture private”.

Mariani in difesa di Paolucci

“L’Assessore ha risposto a tutte le domande in maniera esaustiva e non si è negato al confronto. Le preoccupazioni dei Consiglieri di Forza Italia sono solo strumentali e di certo non aiutano un dibattito che loro hanno richiesto e che Paolucci ha raccolto mettendosi a disposizione di tutti i commissari”. Lo afferma il Capogruppo del PD Sandro Mariani.

“L’Assessore – spiega Mariani – ha delineato un quadro di strategie e di ragionamenti che porteranno alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, senza mai parlare di chiusura di dieci presidi ospedalieri. Piuttosto si è iniziato un discorso sulla rete ospedaliera che, rispetto alle prime indicazioni basate sul Decreto Lorenzin, vedono il governo regionale impegnato a chiedere e ottenere dal Governo una maggior numero di presidi territoriali sui bacini di riferimento.

Le vocazioni dei presidi, le specializzazioni e chi si occuperà di fare sanità sul territorio, saranno il tema del dibattito che investirà tutta la maggioranza nei prossimi mesi e le decisioni che usciranno da questo confronto non saranno imposte ai territori, ma verranno discusse con i territori e ratificate in Consiglio regionale”

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