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No al Nucleare a Casalbordino e in Abruzzo

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 11:59

nucleare_reattoriAntonio Di Pietro ha lanciato la bomba e ora l’incubo nucleare spaventa gli abruzzesi. No al nucleare a Casalbordino e in qualsiasi altro paese abruzzese è la parola d’ordine per Arci Provincia Chieti, WWF zona frentana e chietina, RNA rete nazionale antinucleare – Abruzzo, Associazione antimafie Rita Atria e Peacelink Abruzzo. Hanno chiesto, attraverso un comunicato che riportiamo interamente di seguito, chiarezza e informazione sul destino dell’Abruzzo:

“Chiediamo che si faccia immediatamente chiarezza sulla vicenda e si eviti una scelta scellerata e assurda che devasterebbe un territorio già fortemente compromesso.
L’Abruzzo deve puntare in modo deciso su fonti energetiche sostenibili, opponendosi una volta per tutte a nucleare e petrolio.
E’ interesse dei cittadini abruzzesi sapere esattamente se esiste la possibilità di installazione di una centrale nucleare a Casalbordino. Non è possibile lasciare in apprensione una intera comunità senza risposte chiare e decise. In un territorio già fortemente minacciato dalla deriva petrolifera e da diversi impianti inquinanti e pericolosi, non staremo inermi ad aspettare che si prendano decisioni dall’alto senza consultazione e partecipazione pubblica.
Ribadiamo la nostra netta contrarietà all’installazione di centrali nucleari, espressa anche recentemente nella partecipazione alle manifestazioni del Chernobyl Day (nato da un’idea della rete ambientalista francese “Sortir du nucleaire” nei giorni dell’anniversario della tragedia del 1986) tenutesi su tutto il territorio nazionale.
Siamo contrari perché rappresenterebbe una scelta antiecologica (oltre che antieconomica) e con fortissimi rischi per la sicurezza e la salute pubblica, senza alcuna prospettiva per il futuro, vista l’assenza di metodologie adeguate di stoccaggio delle scorie radioattive.
Auspichiamo che la Regione Abruzzo realizzi il prima possibile una decisa svolta energetica, opponendosi definitivamente a fonti come il petrolio (che minaccia le nostre coste e direttamente la metà dell’intero territorio regionale) e, appunto, il nucleare, puntando su fonti energetiche rinnovabili e a basso impatto ambientale, come il solare e l’eolico”.

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