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Regione, Forza Italia conferma ostruzionismo contro delibera sui ticket socio-sanitari

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Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 17:15

L’Aquila. ‘Domani in aula Forza Italia continuerà l’ostruzionismo contro la delibera di compartecipazione ai ticket socio-sanitari: per l’ennesima volta il Governatore D’Alfonso ha cambiato le carte in tavola ripristinando la gabella a carico di chi vive nelle residenze sanitarie assistite, costretti a versare l’intera pensione, senza alcuna copertura da parte della Regione.

Una modifica introdotta, sperando di farla franca, dopo che abbiamo riscritto il Regolamento, eliminando quelle clausole capestro che facevano ricadere la nuova tassa sulla salute in parte sui Comuni, in parte sui cittadini, per 16 milioni di euro.

A oggi invece, secondo la norma-D’Alfonso, l’ospite di una residenza sanitaria assistita dovrebbe versare personalmente alla struttura tutta la sua pensione, e parliamo di 788 euro al mese, restando con appena 13 euro in tasca, e questo per una norma transitoria introdotta alla fine del documento, l’articolo 12, tra l’altro in aperto contrasto con l’articolo 7 dello stesso regolamento, segno che, evidentemente, il governatore e l’assessore Paolucci non si sono neanche degnati di rileggere quella delibera prima di renderla pubblica’.

A dirlo è stato il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, confermando la linea dell’ostruzionismo che domani Forza Italia porterà avanti in aula, in seno alla seduta del Consiglio regionale.

‘Nelle 12 sedute di Commissione Forza Italia ha ottenuto delle conquiste, ossia delle modifiche sostanziali che abbiamo fatto inserire nel Regolamento – ha snocciolato il Capogruppo Sospiri -. Il documento riscritto oggi prevede infatti che la compartecipazione si applica su Servizio sanitario nazionale, Comuni e utenze sulla base del relativo reddito Isee: Forza Italia ha ottenuto che la giunta regionale stabilirà le soglie di compartecipazione dell’utente non senza aver prima acquisito il parere obbligatorio della Commissione consiliare competente.

Perché, se arriva un utente che ha un reddito di 25mila euro l’anno, prima di stabilire la sua quota di compartecipazione sarà necessario verificare quanto incide sul suo reddito la composizione della famiglia e la presenza di disabilità. Questo ‘controllo’ ci permetterà di contenere il danno, fermo restando che parliamo di una tassa che con Chiodi non c’era ed è stata introdotta da D’Alfonso. Seconda conquista: la parte dei Comuni è coperta al 100 per cento per tutto il 2015, quindi primo i sindaci non faranno i gabellieri, secondo, non li facciamo fallire, e quindi per due terzi abbiamo contenuto il problema.

Infine, i Comuni non pagheranno a rimborso, ossia prima il Comune paga la prestazione, anticipando la spesa, e poi la Regione li rimborsa con comodo. Piuttosto i Comuni faranno l’analisi delle compartecipazioni delle prestazioni e dei redditi Isee, mandano le carte alla Regione, che versa il dovuto e il Comune rimborsa.

Ora, però, a fronte del Regolamento così riscritto – ha proseguito il capogruppo Sospiri – la maggioranza ha reinserito a sorpresa delle norme transitorie che ci riportano punto e a capo imponendo la ripresa dell’ostruzionismo: parliamo dell’articolo 12, commi 3 e 4, dove si è ribadito che gli utenti ospiti delle strutture sanitarie e sociosanitarie dovranno comunque pagarsi personalmente e direttamente la ‘quota alberghiera’, ovvero 25,86 euro al giorno, ossia 775 euro al mese; solo gli ospiti delle strutture psichiatriche e riabilitative non devono pagare nulla.

Tradotto in numeri significa che l’anziano ospite di una Rsa che, tra pensione di invalidità e accompagnamento, percepisce 788 euro al mese, dovrà versare tutta la somma alla struttura, restando con appena 13 euro al mese in tasca, sempre se non gli fanno pagare pure il barbiere. Una norma inaccettabile, introdotta a tradimento da una giunta regionale Pd che cambia ogni giorno i documenti, ovviamente sempre a discapito della popolazione.

E poi neanche rilegge ciò che scrive, visto che l’articolo 12 in questione contraddice l’articolo 7, poco più in alto nello stesso regolamento, secondo il quale l’utente dovrebbe versare tutto, trattenendo però una quota mensile, pari a 150 euro, per le piccole spese personali. Ora, l’assessore Paolucci deve imparare che noi siamo il Centro-destra e siamo contro le tasse ingiuste, quindi noi vogliamo che per tutto il 2015 la copertura della spesa dev’essere garantita al cento per cento dalla Regione.

Dunque o dal Regolamento si toglie la tassa sulla salute inserita per gli utenti delle Rsa, o domani il governo D’Alfonso continuerà a non approvare alcunché in aula, e a non approvare la delibera sui ticket sociosanitari, perché in questo modo il Governo D’Alfonso si fa ostruzionismo da solo’.

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