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Formaggio senza latte, agricoltori abruzzesi protestano a Montecitorio

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Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 19:04

Un centinaio gli allevatori abruzzesi hanno manifestato in piazza Montecitorio a Roma a difesa del Made in Italy e impedire il via libera in Italia al formaggio e allo yogurt senza latte, imposto dall’Unione Europea, che danneggia e inganna i consumatori, mette a rischio un patrimonio gastronomico custodito da generazioni, con effetti sul piano economico, occupazionale ed ambientale.

 

 

 

 

 

Con loro, il direttore regionale di Coldiretti Abruzzo Alberto Bertinelli, i direttori provinciali Massimiliano Volpone e Gabriel Battistelli oltre al presidente dell’Associazione produttori zootecnici David Falcinelli preoccupati per il futuro del pecorino e della vera scamorza abruzzese, frutto di oltre 300mila pecore e 11mila bovine che pascolano in Abruzzo.

Davanti a Montecitorio i maestri casari provenienti da tutta Italia hanno acceso la caldaia per mostrare a cittadini e parlamentari come si produce il vero formaggio Made in Italy, sfidando l’imposizione di Bruxelles. Intorno a loro amministratori, cittadini e allevatori con striscioni sui quali si legge “Oggi mandano in polvere il latte, domani il Paese”, “No a formaggi e yogurt senza latte, difendiamo il Made in Italy” e “Mamme, attente alle schifezze”.

Sotto accusa l’asse franco tedesco che condiziona le politiche europee come si legge su un cartello “Frau Merkel – No all’anschluss del Made in Italy”. Non è un caso che i principali produttori ed esportatori europei di latte in polvere siano Germania e Francia, dicono gli allevatori della Coldiretti.

Ma i cartelli denunciano – sottolinea la Coldiretti – anche “Dai regolamenti comunitari alibi per industriali nemici del Made in Italy” e “Gli industriali che vogliono fare il formaggio senza latte sono gli stessi che sottopagano il latte italiano”, per ricordare che la lettera di diffida inviata all’Italia dalla Commissione Europea è stata purtroppo sollecitata dall’associazione italiana delle Industrie lattiero casearie, non a caso accusata in un altro striscione di “alto tradimento”.

A ricordare qual è la posta in gioco, la Coldiretti ha allestito per l’occasione una maxi esposizione delle eccellenze lattiero-casearie italiane, con i prodotti più noti, e curiosi, ma ci sono anche sacchi interi di polvere di latte che rischiano di contaminare queste specialità. Gli allevatori della Coldiretti hanno anche portato in piazza i principali trucchi che mettono a rischio il loro lavoro e la qualità dei prodotti acquistati dai consumatori, dalla stessa polvere di latte, che l’Italia ha vietato oltre quarant’anni fa e che Ue e industriali vorrebbero riportare sulle nostre tavole, alle cagliate, importate per fare finte mozzarelle Made in Italy, fino alle caseine e agli altri semilavorati industriali provenienti dall’estero che entrano in Italia per preparare formaggi poi rivenduti come tricolori.

Con i manifestanti c’è il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo che, insieme ai rappresentanti della principali associazioni dei consumatori, accoglie i cittadini, i parlamentari dei diversi schieramenti e i rappresentanti delle Istituzioni che intendono sostenere la battaglia per il Made in Italy con una apposita sollecitazione al Parlamento per la difesa della qualità del sistema lattiero caseario italiano. “Gli allevatori abruzzesi dicono no alla possibilità di utilizzare latte in polvere nella produzione dei formaggi – commenta Alberto Bertinelli, direttore di Coldiretti Abruzzo – coloro che chiedono all’Europa di produrre pecorino con la polvere sono gli stessi che sottopagano gli allevatori che conferiscono la materia prima. Siamo di fronte ad una manovra che penalizza allevatori, consumatori e made in Italy agroalimentre”.

L’Assessore all’Ambiente del comune di Tortoreto, Renato Chicchirichì interviene per rassicurare i cittadini e i turisti in merito al colore rossastro di tratti delle acque marine del Lido, e precisa che non si tratta di sversamenti fognari né della cattiva depurazione delle acque. Dalle analisi eseguite dall’Arta su prelievi di acqua marina, grazie alla motonave-laboratorio Ermione, Giovanni Damiani, biologo e direttore tecnico dell’Arta, afferma che il fenomeno è dovuto “alla proliferazione di alghe unicellulari chiamate diatomee”.
“Quel che sembra un punto debole del nostro mare, in realtà è un fenomeno del tutto naturale provocato dalla massiccia presenza dell’alga. Infatti le piante delle foreste tropicali assorbono l’eccesso di anidride carbonica prodotta dall’uomo che causa l’effetto serra. Ma anche le minuscole cellule che abitano a miliardi il mare, in particolare le diatomee, effettuano la fotosintesi clorofilliana e assorbono la CO2, che precipita poi con loro sul fondo del mare. Un meccanismo che potrebbe rimediare agli eccessi “energetici” dell’uomo.
La comparsa delle diatomee è dovuta alle alte temperature dell’acqua e ai movimenti del mare, fenomeni del tutto naturali che però potrebbero avere addirittura un vantaggioso risvolto ecologico. Tale fenomeno, limitato nel tempo, dura normalmente per brevissimi periodi; di solito scompare a seguito di lievi mareggiate”.
Con queste parole l’Assessore rassicura la cittadinanza e augura ai turisti un sereno soggiorno.

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