Regione Abruzzo, bilancio del primo anno di governo per Gianni Chiodi

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Ottobre 2017 @ 6:52

bilancio_chiodiL’Aquila. Un anno di lavoro per la nascita di una nuova stagione politica. È il bilancio tracciato questa mattina da Gianni Chiodi, durante la conferenza stampa tenuta a L’Aquila, assieme al presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, ad un anno dal suo insediamento.

Il governatore ha sottolineato la profonda crisi che ha devastato l’Abruzzo un anno fa, aggravata ulteriormente dall’impatto devastante del terremoto. Una fase difficile della storia regionale che, secondo le parole di Chiodi, non sarebbe ancora volta al termine. Cinque i fattori individuati dalla nuova giunta come elementi particolarmente negativi: la grave crisi economica, le finanze regionali allo stremo per il più grave indebitamento nella storia della Regione, il sistema sanitario regionale, il dramma economico e sociale conseguente al sisma del 6 aprile e l’autorevolezza della classe dirigente politica, messa in discussione per ciò che è avvenuto nel recente passato.

“Nonostante un quadro generale poco confortante” ha precisato il governatore “abbiamo saputo amministrare con successo la macchina amministrativa, raggiungendo risultati davvero soddisfacenti e attuando una rigorosa politica di contenimento delle spese regionali”. Una politica che, assicura Gianni Chiodi, già in questo primo anno di attività avrebbe dispiegato effetti concreti e riscontrabili.

Il debito abruzzese, infatti, sarebbe tornato a livelli inferiori a quelli del 2006, cioè a circa 3,5 miliardi di euro. Anche il disavanzo di amministrazione, di circa 280 milioni, avrebbe assunto un’inversione di tendenza, tornando anche’esso a livelli inferiori a quelli del 2005.

“Vorrei sottolineare l’alto grado di partecipazione e di confronto registrato con la società abruzzese” ha, poi, continuato il presidente regionale, che proprio nei contatti e nell’ascolto delle necessità del territorio vede lo step iniziale per la ripresa economica e lo sviluppo produttivo della regione nella sua globalità.

Secondo la giunta Chiodi, infatti, la crisi abruzzese trova la sua origine in diversi fattori che caratterizzano la struttura economica e politico-istituzionale della regione nostrana. L’azione del governo avrebbe voluto affrontare proprio tali componenti strutturali, prestando particolare attenzione alle aree più in difficoltà, dalla piccola impresa ai distretti produttivi fino ai comuni del cratere sismico.

“Per tracciare un bilancio più dettagliato di quanto abbiamo fatto in questi dodici mesi” precisa Chiodi, “cito l’approvazione del Piano Casa, la riforma della formazione professionale, le iniziative a favore del lavoro, della ricerca e dell’innovazione e del sostegno al reddito, il blocco degli insediamenti petroliferi, la gestione trasparente ed efficace dei fondi Por-Fesr, il Piano Energetico, il commissariamento di 22 enti strumentali e delle Asl in vista del loro successivo accorpamento, i primi significativi tagli delle poltrone, degli sprechi e dei costi della politica”.

Lo strumento sul quale, invece, la giunta starebbe attualmente puntando sono le risorse finanziarie in conto capitale destinate agli investimenti per il ciclo di programmazione 2007-2013. L’obiettivo è favorire la ripresa produttiva della Regione Abruzzo, orientando da un lato lo sviluppo dei settori produttivi, delle competenze e delle produzioni territoriali e promuovendo, dall’ altro, le numerose eccellenze naturali e culturali dell’Abruzzo attraverso la loro connessione a dinamiche di sviluppo internazionali.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per sottolineare quanto fatto in merito alla gestione post-terremoto. “In questi mesi a L’Aquila” spiega a riguardo Gianni Chiodi “siamo riusciti, in sinergia con il governo nazionale, ad assistere tutta la popolazione e a far ripartire case, scuole e università in brevissimo tempo. Il merito di tutto questo sta anche nell’ottima sinergia delle forze che hanno operato sul territorio. L’Aquila, al centro dell’attenzione mondiale, ha ospitato un evento unico, il G8. Attraverso questa manifestazione abbiamo portato alla ribalta internazionale una città e un’intera regione, oltre a tenere viva la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla tragedia del terremoto. Abbiamo lavorato tutti insieme per agevolare un percorso ancora lungo che richiede impegno, determinazione e coraggio. L’Aquila e i comuni del cratere sono stati trasformati in un cantiere aperto per dare casa e servizi alla popolazione”.

A lavoro per ricostruire gli edifici persi in seguito all’evento sismico, il governo regionale ha stanziato oltre 110 milioni di euro per le scuole, riuscendo a restituire la piena funzionalità del servizio nella maggior parte dei casi in tempo per l’inizio dell’anno scolastico e consentendo una regolare ripresa dell’attività didattica a circa 17mila studenti aquilani. Oltre 200 milioni di euro sono stati, invece, stanziati per dotare il territorio di una viabilità nuova ed efficiente che si aspettava da anni. Sul fronte degli edifici pubblici, il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche sarebbe, infatti, al lavoro per dare corpo al piano stralcio, che prevede interventi per i primi 27 edifici pubblici.

È, inoltre, in corso di ultimazione la progettazione per interventi di messa in sicurezza di importanti edifici scolastici fuori cratere, per uno stanziamento complessivo di oltre 30 milioni di euro. “Il percorso che mi vedrà impegnato in prima linea in veste di Commissario delegato per la ricostruzione” precisa, comunque, il presidente Chiodi “è ancora lungo. Trasparenza nella fase della ricostruzione, qualità e rapidità degli interventi. Sono obiettivi importanti che potranno essere raggiunti solo lavorando in stretto raccordo con il ministero delle Infrastrutture e coinvolgendo gli enti locali interessati, a cominciare dal Comune di L’Aquila e dalla Provincia. A questo punto, dobbiamo essere persuasi del fatto ch,e con il terremoto, una disgrazia può trasformarsi in opportunità, che, da punto di debolezza la sismicità, del suolo può divenire un punto di forza e creare nuove occasioni di crescita”.

Con grande sincerità, anche Chiodi ammette che nove mesi dall’evento sismico sono forse troppo pochi per pensare che tutto possa essere risanato. Tuttavia, il governatore non ha dubbi nel pensare a un futuro migliore per la città de L’Aquila e per l’intero Abruzzo. “Il 2010 sarà l’anno della riforma sanitaria per l’Abruzzo” puntualizza, infatti, a riguardo. “Io, in qualità di commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario, avrò un compito difficile, ma non impossibile. Il 2012, invece, sarà l’anno della ripresa economica. Solo allora potremo dire di avercela fatta: non sarà ancora una regione sana, ma quantomeno sarà governabile”.

Tania Di Simone