Regione Abruzzo: Anche la salute si paga a rate, s’impennano i prestiti personali per andare dal dottore

L’ormai attesissimo appuntamento del Welfare Day, la kermesse dedicata a tutti i protagonisti del settore assicurativo integrativo tenutasi il 6 giugno nello splendido Palazzo Colonna di Roma, è stato il palcoscenico sotto i riflettori del quale è stato presentato l’ultimo Rapporto RBM Salute-CENSIS, dall’evocativo titolo “La salute è un diritto. Di tutti.”, dal quale emerge che gli italiani devono spendere sempre più soldi per potersi curare. Decollano infatti i bilanci delle aziende sanitarie che operano nel privato: si parla di una spesa record che toccherà a fine anno, e forse supererà, i 40 miliardi di Euro, a fronte dei 37,3 miliardi spesi lo scorso anno.

Ovviamente chi ne fa le spese sono i cittadini più poveri, categoria che ha visto crescere del 6,4% le spese sostenute per pagare una visita diagnostica da un medico privato o per comprare le medicine. Per ben sette famiglie su dieci a basso reddito, infatti, le cure sanitarie rappresentano un impegno economico annuale di 1100 €, pari all’ammontare medio della tredicesima di un dipendente a tempo indeterminato.

Ma non è finita, perché, sempre lo stesso rapporto denuncia che la fascia economicamente più debole dei cittadini, ovvero 7 milioni di italiani, si è dovuta addirittura indebitare, chiedendo prestiti personali, vendendo una casa o svincolando dei risparmi per potersi permettere una cura odontoiatrica o un paio di occhiali nuovi. Solo il 41% della popolazione, infatti, riesce a pagare le spese sanitarie con il proprio reddito mentre il 23,3% deve integrarlo attingendo ai risparmi messi da parte per garantirsi una serena vecchiaia e il 35,6%  deve richiedere un prestito perché non ha nessun gruzzoletto a cui attingere.

Accanto al noto consolidamento debiti (caratteristiche e dettagli su http://www.calcoloprestito.org/guida/consolidamento-debiti), prezioso strumento finanziario a cui è stato fatto in questi anni abbondantemente ricorso per poter riorganizzare una situazione di sovraindebitamento familiare, ora prende sempre più spazio la necessità di pagare il dottore a rate; non possiamo esimerci dal sottolineare quanto entrambi rappresentino i segnali della forte crisi economica da cui il nostro paese è afflitto, al di là delle ottimistiche previsioni degli esperti economisti che segnalano già da qualche mese una timida ripresa di tutto il settore.

Marco Vecchietti, l’AD di RBM, ha dichiarato infatti che sono state 150 milioni le prestazioni sanitarie pagate dai cittadini senza il sostegno del Servizio Sanitario Nazionale; l’acquisto di farmaci, per una spesa complessiva di 17 miliardi di Euro, le cure odontoiatriche, per un totale di 8 miliardi di Euro, le visite specialistiche (7,5 miliardi di Euro), gli esami di laboratorio e l’acquisto di ausili sanitari e protesi sono le principali voci di spesa a cui hanno dovuto far fronte i pazienti nostrani.

Dati, dunque, decisamente allarmanti e che vanno tenuti in seria considerazione, perché che la salute debba essere un diritto garantito a tutti è innegabile.

Ci sentiamo, però, di lasciarvi con una doverosa considerazione, senza tirare, però, nessuna conclusione, che lasceremo esclusivamente a voi.

Come abbiamo accennato all’inizio del nostro articolo questo importante Rapporto che ha scosso molti animi è stato presentato nell’ambito di una manifestazione che raccoglie tutti gli operatori del settore del welfare assicurativo integrativo, da sempre considerato una “valida alternativa” alla Sanità Pubblica. Non sono poche, infatti, le voci autorevoli che spronano a non scivolare nel catastrofismo e a ridimensionare la portata negativa dei risultati presentati.

A voi l’ardua sentenza!

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