Teramo, scuole chiuse e negozi aperti. Italia Viva: “Strabismo politico”

teramo 8 dicembre shopping
Ultimo Aggiornamento: giovedì, 10 Dicembre 2020 @ 11:16

Teramo. “Lo strabismo politico del Sindaco di Teramo sulle decisioni legate alla pandemia in corso sono evidenti e indicano incoerenza intrinseca e illogicità manifesta”. Lo dice il consigliere comunale di Italia Viva Teramo, Giovanni Luzii, con particolare riferimento alla decisione di tenere le scuole (seconda e terza media) ancora in Didattica a Distanza mentre le attività commerciali hanno riaperto, come da ordinanza regionale.

“Infatti, con propria ordinanza n. 296 dell’8 dicembre 2020 Gianguido D’Alberto ha ritenuto – unico su 305 Comuni abruzzesi – di dover disporre “la sospensione temporanea in via cautelare delle attività didattiche in presenza per gli alunni ed il corpo docente delle classi seconda e terza delle scuole secondarie di primo grado insistenti sul territorio comunale” e ciò in quanto ci sarebbe “uno scenario di rischio” tale da “dover adottare in via precauzionale misure che consentano di ridurre il rischio di contagio all’interno di spazi ristretti, caratterizzati da una elevata promiscuità, quali possono essere le aule scolastiche, che, con particolare riferimento alle classi seconde e terze delle scuole primarie di secondo grado del territorio comunale, coinvolgono circa 1060 studenti, ripartiti in 53 classi, a cui si aggiunge il rischio connesso agli spostamenti per raggiungere gli istituti di appartenenza”. Orbene, non v’è chi non veda come non sia né serio né coerente utilizzare in maniera strabica l’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale dell’Abruzzo n. 106 del 6 dicembre 2020 che ha disposto il declassamento del rischio e la conseguente riapertura di tutte le attività già a far data dal 7 e 8 dicembre”.

“Infatti”, continua Luzii, “se da un lato l’8 dicembre il sindaco è stato felice di patrocinare l’accensione delle luminarie natalizie e il relativo shopping a Teramo centro, dall’altro lato ha impedito ad oltre mille studenti di poter tornare in classe. Il principio di precauzione non può essere utilizzato a corrente alternata per la scuola e per gli esercizi commerciali: o sono entrambe attività a rischio di contagio in quanto riducono il distanziamento interpersonale in spazi ristretti, oppure nessuna delle due lo è. Le aule scolastiche non sono più piccole delle centinaia di esercizi commerciali che ieri erano affollati e non sono nemmeno più densamente frequentate dei locali commerciali medesimi. Appare un atteggiamento incomprensibile”, conclude il consigliere di Italia Viva, “mutilare il diritto alla didattica in presenza degli studenti del solo Comune di Teramo, nello stesso momento in cui tutti i pari grado degli altri 304 Comuni abruzzesi hanno potuto tornare sui banchi di scuola. Invito pertanto il primo cittadino a recuperare una lucidità che quotidianamente dimostra di avere smarrito, facendo brutte figure e recando danni alle famiglie e alla intera comunità teramana”.