Teramo, scuole chiuse. D’Alberto: “critica del centrodestra senza logica istituzionale

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 9 Dicembre 2020 @ 20:38

Teramo. “La polemica innescata dal centrodestra teramano sull’ordinanza di chiusura delle scuole nella città di Teramo è assolutamente pretestuosa e priva di logica istituzionale”.

 

Così il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto in risposta alle critiche dei sindaci di centrodestra sulla vicenda della chiusura delle scuole.

Per il sindaco, che è anche presidente regionale Anci  “La normativa vigente consente ai Sindaci il potere di ordinanza in materia sanitaria per misure più restrittive delle regole fissate dai dpcm nazionali e dalle ordinanze regionali, a tutela della salute dei cittadini del proprio comune – afferma D’Alberto.

 

La scelta fatta è stata confrontata con le direzioni didattiche della mia città e si è tenuto conto del numero ancora molto alto di contagi covid 19 che hanno coinvolto anche la popolazione scolastica. In virtù del principio di precauzione si è ritenuto di attendere ancora qualche giorno per decidere sulla riapertura. Nella decisione non vi era alcuno spirito polemico con l’Ordinanza regionale, che anzi ho invitato i sindaci abruzzesi a rispettare poiché pienamente vigente.

Credo che la polemica politica in un momento così difficile non dovrebbe coinvolgere il ruolo è la funzione istituzionale della carica di Sindaco.”

Quindi “Questa scelta di chiusura delle scuole potrebbe essere di nuovo necessaria in altri comuni e sono certo sarà effettuata con l’unica bussola della tutela della Salute della cittadinanza. Torno ad auspicare la risoluzione definitiva di un conflitto istituzionale che non giova certo alla comunità abruzzese e di certo non può gravare sul mondo della scuola.

Continuo a lavorare con assoluta serenità e spirito di leale collaborazione istituzionale con tutti gli enti Regione, Prefetture ASL Ufficio Scolastico per affrontare con la massima determinazione il contrasto alla pandemia che resta la vera priorità”, chiude D’Alberto.