Teramo, festa della Repubblica. Rinfondazione: meno spese militari e più soldi alla sanità

Il Circolo di Teramo del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea partecipa alla Festa della Repubblica nel ricordo del 2 giugno 1946, giorno in cui il popolo italiano scelse di spazzar via la monarchia sabauda e promuovere un nuovo ordinamento democratico.

 

Quest’anno, a causa della pandemia, non si terranno molte delle consuete manifestazioni mentre altre si svolgeranno in forma ristretta, senza la partecipazione della cittadinanza, per evitare rischiosi assembramenti. Non ci sarà neanche la retorica parata militare nella Capitale: questa è senz’altro una buona notizia, dato che aveva un costo di ben 2 milioni di euro di soldi pubblici. In compenso la Difesa ha scelto di festeggiare il 2 giugno schierando le famigerate “frecce tricolori” che hanno sorvolato nei giorni scorsi tutti i capoluoghi di regione ed altre città in giro per l’Italia, per concludere il loro spettacolo a Roma. Un’ora di volo di uno solo di questi modelli di aerei costa circa 4800 euro (Fonte Difesa). Moltiplicando questa cifra per ciascuno dei nove velivoli che compongono la “pattuglia acrobatica nazionale” arriviamo dunque a più di 43mila euro l’ora.

 

A questi vanno aggiunti spesso le spese accessorie sostenute dalle amministrazioni locali per garantire la sicurezza dei cittadini durante le esibizioni. Nonostante l’emergenza sanitaria ed economica in corso non si fermano le missioni di guerra e la corsa agli armamenti. La portaerei Cavour della marina militare, costata oltre 1200 milioni di euro, è in partenza per gli USA dove ospiterà altri nuovi aerei da bombardamento F35, veri e propri strumenti di morte, confermati anche dall’attuale governo. Ogni aereo F35 costa più di 100 milioni di euro. Con la stessa cifra si potrebbero acquistare più di 7000 respiratori polmonari o creare 3200 posti letto di terapia intensiva necessari per salvare migliaia di vite umane. Ma evidentemente, malgrado la pandemia e più di 33mila morti in Italia, le priorità sono altre. Negli ultimi nove anni sono state sottratte alla nostra sanità pubblica risorse pari a 37 miliardi di euro. Ciò ha determinato la perdita di più di 40mila posti di lavoro, la chiusura di molti ospedali considerati “minori”, il taglio di numerosi reparti ed una notevole riduzione di posti letto scesi oggi ben al di sotto della media europea. Al contrario, secondo i dati dell’Osservatorio sulle spese militari, nel 2020 il nostro Paese spenderà ben 26 miliardi di euro per l’acquisto e la produzione di nuovi sistemi di armamento: circa il 6% in più rispetto all’anno scorso! Aumenta dunque, anche grazie all’attuale Governo, la spesa militare italiana equivalente a ben 72 MILIONI di euro al giorno. E in base all’impegno preso nella Nato e richiesto dal comando USA, essa dovrà continuare a crescere fino a raggiungere circa 100 milioni di euro al giorno. Questo folle e gravissimo spreco di denaro pubblico per spese militari avviene mentre occorrono enormi risorse per fronteggiare le conseguenze socio-economiche della crisi del coronavirus, in particolare l’aumento della disoccupazione.

 

“La nostra sicurezza”,spiega il segretario Mirko de Berardinis, “non dipende da quanti cacciabombardieri, carri armati o navi da guerra possediamo, ma dal numero di ospedali, attrezzature e personale sanitario di cui siamo dotati. E’ necessario tagliare drasticamente le inutili spese militari e dirottare quei soldi nel finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale. Dobbiamo investire sulla salute pubblica e riconvertire anche l’industria e la produzione bellica: oggi in Italia c’è una sola ditta che produce respiratori polmonari mentre sono 231 le fabbriche di armi. Per questi motivi ci uniamo a quanti stanno chiedendo nel nostro Paese una moratoria per bloccare per due anni (2020 e 2021) le spese militari per l’acquisto, l’importazione e la produzione di nuovi sistemi di armamento, bloccando in primis il programma F35 che vale ben 14 miliardi di euro. Rifondazione Comunista promuoverà questo appello informando la cittadinanza teramana. Chiediamo ai parlamentari e ai consiglieri regionali teramani di aderire a questa proposta di moratoria intervenendo presso il governo nazionale. Con questi propositi, oggi 2 giugno, festeggiamo anche a Teramo la nostra Repubblica democratica e antifascista e i suoi principi costituzionali, nel ripudio della guerra (articolo 11) e per la tutela del diritto alla salute per tutte/i (articolo 32). Per un Paese che sia realmente promotore di pace, nonviolenza, solidarietà e dialogo tra popoli, culture e religioni”.