Teramo, Covid e scuole. Core replica a Corona: “Parla a sproposito”

“Il prezzo che si paga quando si interviene a sproposito su argomenti di cui si ignora la quasi totalità degli argomenti è quello di raccontare falsità e inesattezze”. A dirlo l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Teramo, Andrea Core, rispondendo alle annotazioni del consigliere Luca Corona.

“In questa drammatica fase emergenziale abbiamo sempre messo da parte il colore politico per lavorare a soluzioni concrete per i cittadini con particolare attenzione alle ragazze e i ragazzi, alle bambine e ai bambini del nostro Comune, oltre che alle loro famiglie. Ed è quello che abbiamo puntualmente fatto sul mondo della scuola! Interventi mirati ad avere protocolli certi, sicuri, che tutelassero e contemperassero il diritto alla salute e il diritto all’istruzione.  Per questo abbiamo chiesto alla Regione l’equiparazione di tamponi pubblici e privati, ma su questo non ricordiamo interventi del Consigliere: non condivide forse che tale procedura consentirebbe un tracciamento più efficace e pronto, oppure lui si ha preferito politicizzare anche questa vicenda, con silenzio verso una Regione in ritardo ed inadempiente? Per questo, di concerto con le dirigenti e i dirigenti del territorio, abbiamo chiesto alla ASL protocolli chiari sul come trattare i singoli casi di positività (da pubblico o privato) che quotidianamente si riscontrano nelle scuole. Un protocollo che fa della sinergia un punto cardine, lasciando da parte il gioco allo “scaricabarile” che in questo momento sarebbe assolutamente drammatico. Un’assunzione di responsabilità collettiva per evitare che in questo momento ci si ammali di/per burocrazia”.

E ancora: “Un protocollo applicato con serietà e puntualità da quasi tutte le dirigenti scolastiche, a cui va il nostro ringraziamento per lo straordinario lavoro che stanno portando avanti, con rarissime eccezioni purtroppo all’onore delle cronache poiché alla lunga sono risultati quei plessi maggiormente interessati dal contagio. Un protocollo che consente alle dirigenti di attivare la didattica integrata o a distanza nelle classi in cui vengono riscontrati casi di positività. Un protocollo che consente al Sindaco di intervenire laddove i contagi riguardino un numero considerevole di classi, tali da mettere a repentaglio la salute pubblica.  E quindi una domanda al Consigliere è d’obbligo: il Sindaco dovrebbe intervenire per chiudere ogni singola classe? Dovrebbe interferire sulla gestione del percorso scolastico e del calendario scolastico? Il Consigliere preferirebbe che le famiglie venissero portate a conoscenza di casi di positività nelle singole classi, ma poi la DAD o DDI non venisse attivata? Oppure pensa di scaricare sul Sindaco la responsabilità di attivare forme alternative di didattica? Il Sindaco, l’Amministrazione, si assume la responsabilità dovuta di intervenire laddove la diffusione del contagio rischia di avere un impatto ancor più pesante per l’intero tessuto cittadino. Ai Dirigenti Scolastici la responsabilità di intervenire per mettere in campo forme di didattica alternativa ed evitare che si arrivi alla chiusura come estrema ratio. È quello che stanno facendo praticamente tutti, con rarissime, quasi uniche eccezioni, con i risultati ben noti e sotto gli occhi di tutti. Ci sentiamo ancora una volta di difendere tutti i Dirigenti Scolastici che stanno applicando con successo la circolare ASL, senza commettere illegittimità, ma piuttosto applicando principi precauzionali e di tutela del diritto alla salute. Piuttosto il Consigliere, invece di parlare di temi che certamente hanno poco a che vedere con l’emergenza sanitaria, si prodighi affinché la Regione esca dal torpore: è possibile avere i dati relativi alla situazione sanitaria, con particolare attenzione alla rete ospedaliera e alla percentuale di riempimento degli stessi? È possibile avere i dati relativi al mondo della scuola su scala regionale? È possibile avere un protocollo sanitario unico, diramato dall’assessorato regionale alla Salute e relativo al mondo della scuola? È possibile sapere come mai siamo praticamente l’unica regione italiana rimasta ancora in zona rossa?”.