Silvi, polemica per il post Facebook del Presidente del Consiglio. Partipilo: “Il fascismo è un reato”

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 13 Dicembre 2019 @ 12:29

Silvi. Ormai è noto: Facebook è una piazza dove è possibile sapere e “controllare” tutto di tutti. E niente sfugge al gruppo di minoranza al consiglio comunale di Silvi. Il consigliere d’opposizione Vito Partipilo fa infatti notare uno tra gli ultimi post condivisi sulla bacheca del presidente del consiglio comunale, Antonio Gambacorta: un articolo de Il Giornale.it dal titolo “Fare il saluto romano si può: “E’ una libertà di espressione”.

Partipilo ricorda a Gambacorta la definizione di presidente del consiglio comunale, la cui funzione è quella di “indirizzare il corretto funzionamento dell’istituzione ed è una figura, quindi, del tutto neutrale. Tuttavia, nel caso di cattivo esercizio della funzione il Presidente del Consiglio Comunale può essere revocato. Più in particolare, la revoca della sua nomina può dipendere soltanto dalla accertata violazione delle regole di imparzialità, correttezza e di rappresentanza istituzionale che presiedono l’esercizio del suo ufficio. Nei Comuni di grandi dimensioni il regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio può istituire un ufficio di Presidenza assegnando ad esso delle risorse umane e strumentali. In conclusione, il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale è proprio quello di essere un  primus  inter  pares (dal latino, un primo fra persone uguali) con specifici poteri di direzione e di coordinamento nei confronti degli altri membri del collegio”. Secondo il consigliere di minoranza “il fascismo non è un’ideologia ma un reato, pertanto la condivisione di quel link potrebbe valere come tale”.

L’ex vice sindaco di Silvi chiude sottolineando il significato di saluto romano: “una manifestazione gestuale che rimanda all’ideologia fascista e ai valori politici di discriminazione razziale e di intolleranza sanzionati dall’art. 2 del D.L. n. 122 del 1993, e non richiede che le manifestazioni siano caratterizzate da elementi di violenza, svolgendo una funzione di tutela preventiva, che è propria dei reati di pericolo astratto (Cass. pen., Sez. I, 2 marzo 2016, n. 11038). Principio ulteriormente confermato da Cass. pen., Sez. I, 4 marzo 2009, n. 25184, secondo la quale “Il cosiddetto saluto rimano o saluto fascista è una manifestazione esteriore propria o usuale di organizzazioni o gruppi indicati nel D.L. 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, nella legge 25 giugno 1993, n. 205 (Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa) e inequivocabilmente diretti a favorire la diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico: ne consegue che il relativo gesto integra il reato previsto dall’art. 2 del citato decreto legge”.