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Roseto, attivisti M5S attaccano: ‘promozione vini di Montepagano a discapito del Museo’

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 22 Febbraio 2018 @ 19:37

Roseto. “Montepagano ospiterà la sede legale del Consorzio di Tutela Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo, gruppo di aziende vitivinicole che si sono associate per valorizzare e promuovere la produzione locale. Ottima cosa, perché probabilmente darà maggiore impulso alla qualità della Mostra dei Vini Tipici Regionali che da oltre 40 anni si tiene nello splendido Borgo. Inoltre il gruppo dimostra capacità comunicativa nel promuovere la nostra storia e la cultura eno-gastronomica locale, la quale potrà essere spesa in sede nazionale ed internazionale”.

Lo hanno dichiarato Simpatizzanti ed attivisti 5 Stelle Roseto spiegando che “il problema risiede in alcune scelte che sono state fatte a livello istituzionale: l’amministrazione comunale di Roseto degli Abruzzi ha deciso che la sede sarà collocata in un’ala al primo piano dell’edificio finora occupato dal Museo della Cultura Materiale. ‘Vecchio Borgo’, presieduta da Annamaria Rapagnà, è l’associazione che da oltre 25 anni si è dedicata alla realizzazione del museo sia nel reperimento del materiale contenuto sia nella custodia e gestione dell’unica realtà museale rosetana, che solo nel 2017 è riuscita ad accogliere oltre 7000 visitatori. L’amministrazione comunale grazie a questa attività di volontariato ha anche ottenuto un fondo per poter restaurare la struttura del museo. Oggi, per affittare al consorzio Colline Teramane due locali, vengono sottratte due sale espositive comprendenti: una sezione dedicata all’oggettistica e materiali riferiti alla tradizione religiosa del territorio e un’altra sezione riservata agli abiti nuziali di svariate epoche. Si è preferito ammassare, dall’oggi al domani, dentro scatoloni, questa preziosa documentazione fino a smontare addirittura la cappella delle suore Figlie di Sant’Anna. L’immaginario collettivo del paese è stato scosso da una foto che ritrae una gru nell’atto di asportare sommariamente l’altare in pietra, lo stesso su cui fino a poco prima aveva officiato messa Don Roberto, e prima di lui Don Lorenzo.

Secondo gli attivisti “questa immagine è secondo noi esemplificativa della mancanza di tatto e contatto con il territorio che questa amministrazione dimostra quotidianamente. Immortala una decisione unilaterale che lascia interdetti, dato che a Montepagano c’è l’ex scuola elementare che ha il primo piano completamente inutilizzato, dunque avrebbe rappresentato un’ ottima alternativa. Tutta la vicenda si è svolta, ci teniamo a sottolinearlo, senza aver interpellato o chiesto l’opinione dei volontari che gratuitamente dedicano il proprio tempo e impegno affinché il Museo della Cultura Materiale possa continuare a vivere e a trasmettere la storia della nostra terra, la nostra storia”.

“In definitiva il Partito Democratico anche in questa occasione ha dimostrato di essere più partito che democratico”, concludono simpatizzanti e attivisti 5 Stelle.

 

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