Referendum Valle Castellana, la proposta: favorire l’ingresso nell’Unione dei Comuni della Val Vibrata VIDEO

Nereto. Far confluire Valle Castellana nell’Unione dei Comuni in modo da aumentare a 13 il numero della municipalità che fanno parte del consorzio intercomunale. Non è solo un aspetto di natura statistica, ma la volontà di accrescere quello che è il potenziale turistico di tutto l’ambito territoriale, dal mare alla montagna.

 

Nel dibattito (per la verità assente, sul piano istituzionale), sull’imminente referendum per il passaggio nelle Marche di Valle Castellana (fissato il prossimo 8 marzo) si innesta la presa di posizione del Comitato Civico Val Vibrata e Monti della Laga. I referenti del Comitato, Domenico Di Matteo (Presidente) e Tito Rubini (vice-presidente), hanno preso spunto dalle recenti esternazioni di Piero Celani (vice-presidente del consiglio regionale delle Marche, che auspica un passaggio del centro montano nella Provincia di Ascoli), per lanciare una proposta.

 

Che a breve finirà sul tavolo del presidente dell’Unione dei Comuni: far sedere Valle Castellana al “parlamentino” dalla Val Vibrata. “Quello che ha affermato Celani”, sottolinea Di Matteo, “ è poco rispettoso per il nostro territorio, che non è in vendita. Chi abita a Valle Castellana si sente abbandonato dalle istituzioni, pensiamo per esempio alla viabilità, e invitiamo i presidenti di Regione Provincia e prestare maggiore attenzione nella risoluzione di alcuni problemi, perché non possiamo permetterci di perdere un territorio così vasto e importante”. Valle Castellana è uno dei Comuni della provincia di Teramo più estesi (131 km quadrati), con una popolazione inferiore ai mille abitanti dislocati su 47 frazioni.

“Pur rispettando le esigenze della popolazione che si sente abbandonata”, chiosa Tito Rubini, “ contestiamo il metodo. Il referendum è stato lanciato come una provocazione e una richiesta di maggiore attenzione. Non possiamo perdere un territorio grande quasi come Teramo, non sfruttandone oltremodo le vocazioni turistiche. La politica a tutti i livelli è assente, e assenti anche altri organi come la Dmc. Provincia e Regione devono intervenire per dare risposte in termini di infrastrutture a mantenere Valle Castellana in Abruzzo”.