Giulianova, sentenza Palazzo Gavioli: scoppia la polemica

Giulianova, “La pronuncia della Cassazione intervenuta sulla lunga vicenda giudiziaria riguardante palazzo Gavioli conferma che i reati contestati dalla Procura di Teramo, accertati in primo grado dal Tribunale e confermati in Appello ci sono tutti. Infatti la Corte ha rigettato la richiesta di assoluzione degli imputati ed ha semplicemente annullato le condanne per intervenuta prescrizione dei reati”.

E’ il commento de Il Cittadino Governante, spiegando che “ora tocca alla politica intervenire per il ripristino del rispetto delle norme violate e per il buongoverno del territorio, altrimenti la costituzione di parte civile del Comune sarebbe da considerare una mera azione di facciata. Spetta all’amministrazione comunale dare l’indicazione all’Ufficio tecnico di accertare gli abusi edilizi perché si emetta la conseguente ordinanza di abbattimento del grezzo di palazzo Gavioli per ripristinare il rispetto delle regole sul Lungomare monumentale e per tutelare lo storico Palazzo Kursaal riportando il tutto nell’ambito della legalità. Sempre a tutela del bene culturale Kursaal spetta all’amministrazione comunale il compito di ripristinare le norme urbanistiche modificate alla chetichella nel 2013 e aggravate recentemente dall’attuale maggioranza”

“La nostra posizione – aggiunge – in proposito è chiara: sin dal primo momento ci siamo opposti a quello sfregio al Kursaal invocando il rispetto delle norme urbanistiche; negli anni abbiamo più volte avanzato proposte perché si ripristinasse la legalità violata; oggi torniamo a chiedere al sindaco Costantini e alla sua maggioranza di assumere tutti i provvedimenti amministrativi necessari per rimuovere l’abuso edilizio che deturpa il lungomare monumentale”.

“Non farlo significherebbe dimostrare di non avere a cuore gli interessi pubblici e i beni comuni. E allora sì che ci sarebbe da chiedersi: se non quelli di tutti, quali sono gli interessi che l’amministrazione Costantini intende tutelare?”

Dubbi chiariti dal sindaco di Giulianova, Jwan Costantini, spiegando che “la Suprema Corte, ha annullato la sentenza della Corte di Appello di L’Aquila per intervenuta prescrizione; ha inoltre deciso che la confisca del “palazzo Gavioli” dovrà essere valutata dalla Corte di Appello di Perugia, in sede di rinvio. Le motivazioni ne chiariranno le ragioni ma può verosimilmente ritenersi che il giudice di merito dovrà verificare la proporzionalità della confisca con il grado di responsabilità di Gavioli per decidere se applicare misure meno ristrettive, valutando la proporzionalità della confisca rispetto alle risultanze oggettive emerse in dibattimento. È evidente che l’azione amministrativa del Comune dovrà essere decisa in funzione di quanto deciderà la Corte di merito. Nessun’altra ragione condiziona la volontà del Comune il cui unico scopo è tutelare gli interessi dei cittadini nel rispetto della legalità, contro cui, domande insinuanti e diffamatorie non possono che infrangersi”.

“Ci si meraviglia di tali dichiarazioni, vista anche la presenza di un avvocato tra i consiglieri del gruppo consiliare de Il Cittadino Governante”, conclude il primo cittadino.

Al sindaco fa eco il coordinamento civico giuliese: “l’Amministrazione Costantini, in risposta al comunicato errato e fuorviante del Cittadino Governante sul Palazzo Gavioli, dichiara subito che sta dalla parte della legalità”.

“Le disinvolte informazioni rese dal Cittadino Governante – aggiunge – rappresentano in maniera del tutto errata l’epilogo della vicenda giudiziaria relativa al Palazzo Gavioli, disconoscendo quelli che sono i principi di diritto vigenti nel nostro ordinamento. Ad onor del vero, la pronuncia della Corte di Cassazione NON ha confermato i reati contestati in primo e in secondo grado, bensì ha annullato senza rinvio le condanne per intervenuta prescrizione e ha annullato con rinvio le statuizioni della sentenza impugnata con riferimento alla confisca dell’immobile e al risarcimento dei danni nei confronti delle costituite parti civili.
Ciò significa, per un verso, che i reati contestati sono da ritenersi estinti per intervenuta prescrizione, per altro verso, si dovrà attendere la pronuncia della Corte d’appello di Perugia in ordine alla confisca e al risarcimento dei danni richiesti dalle parti civili costituite”.

“L’ Amministrazione Costantini, quindi, nel rispetto della legalità, dovrà attendere la sentenza della Corte d’appello di Perugia che si pronuncerà anche all’esito dell’esame delle indicazioni che la Corte di Cassazione rappresenterà nella motivazione della sentenza.
Un dubbio sorge spontaneo: ignoranza o propaganda politica?”, conclude il Coordinamento civico Giuliese.