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Gioventù Nazionale ricorda i martiri delle Foibe con striscioni nel teramano

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Ultimo Aggiornamento: sabato, 10 Febbraio 2018 @ 16:37

Teramo. Nella notte un gruppo di militanti di Gioventù Nazionale movimento giovanile di Fratelli d’Italia ha affisso in diversi punti della Provincia striscioni in ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia.

 

“Questa notte abbiamo affisso diversi striscioni con su scritto ‘onore ai martiri delle foibe’ in diversi punti nella Provincia di Teramo per commemorare la tragedia delle Foibe, durante la quale migliaia di Italiani, con la sola colpa di essere tali, furono trucidati o gettati ancora vivi in delle cave carsiche rinominate Foibe, e più di 350.000 italiani furono costretti a lasciare la propria terra e tutto ciò che gli apparteneva per fuggire dalla furia comunista del maresciallo Tito e delle sue truppe con l’approvazione ed il silenzio dei partigiani italiani”, dichiara Gianluca Ragnoli, Presidente Provinciale di Gioventù Nazionale.Gioventù Nazionale ricorda i martiri delle Foibe con striscioni nel teramano

“Per settant’anni – continua – il silenzio della storiografia e della classe politica ha avvolto la vicenda degli Italiani uccisi nelle foibe istriane gli fa’ eco Francesco Di Giuseppe Vice Presidente Nazionale del movimento giovanile del partito di Giorgia Meloni. Ma non era solo il PCI a lasciar cadere l’argomento nel disinteresse. A distanza di anni ,nonostante siano stati fatti dei passi in avanti, continua ad esserci troppo silenzio riguardo quello che fu uno sterminio razziale di massa contro gli italiani , molti rinnegano ancora quegli avvenimenti, altri fanno finta di nulla. Noi da anni cerchiamo di non far calare il silenzio e di sensibilizzare le persone su questa immane tragedia nonostante l’ostruzionismo di molti”.

“In questi giorni abbiamo organizzato diversi volantinaggi in tutta Italia per non far calare l’attenzione sul tema sia fuori dai cancelli delle scuole superiori che per le strade e piazze delle nostre affinché dal sacrificio di quei Martiri si alimenti la speranza di una Nazione che sappia, unita, costruire il proprio futuro”, conclude Ragnoli.

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