Centenario Partito Comunista: le riflessioni del circolo teramano

Teramo. Il Circolo di Teramo “E.V. Orsini – R. Di Giovannantonio” del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea partecipa con militante impegno politico e morale al ricordo del 21 gennaio 1921 ovvero alla celebrazione del centenario della nascita del Partito Comunista d’Italia.

Rifondazione Comunista saluta con onore questa data. “Un evento che consegna alla storia ed anche alla contemporaneità 100 anni di azioni e battaglie del proletariato per la pace, l’emancipazione dei lavoratori, la giustizia sociale”, si legge nella nota del Segretario del circolo di Teramo, Mirko De Berardinis. “Il XVII Congresso nazionale del Partito Socialista Italiano che si tenne al Teatro Goldoni di Livorno dal 15 al 21 gennaio 1921 segnò la rottura irreversibile con i socialisti “massimalisti” di Serrati e quelli “riformisti” di Turati. Si ebbe dunque la necessità, in quel periodo storico, di costituire il “Partito Comunista d’Italia – sezione dell’Internazionale Comunista”. Al Teatro San Marco di Livorno, il 21 gennaio 1921, si riunì l’assise del primo Congresso del Partito Comunista d’Italia dove si avviò la vita politica della nuova formazione. Uno dei fondatori fu il compagno Umberto Terracini che dopo la Liberazione fu chiamato a presiedere l’Assemblea Costituente: c’è la sua firma in calce alla nostra Costituzione. Dopo la sua relazione furono tanti i delegati che aderirono al nuovo “partito della classe operaia” tra cui Antonio Gramsci ed Amadeo Bordiga che diventò Segretario.
La nuova forza politica seppe vivere ed operare nella clandestinità durante il regime fascista, pagando il più alto tributo di sangue con la morte dello stesso Antonio Gramsci, svilito e debilitato da anni di carcere duro e con l’arresto e il confino di tanti suoi attivisti e dirigenti. Su 4596 condannati dal Tribunale Speciale fascista circa 3800 erano iscritti, militanti ed esponenti del Partito Comunista. I comunisti organizzarono l’opposizione al nazi-fascismo guidando la resistenza e la lotta di liberazione: almeno la metà delle forze partigiane era comunista. Nel dopoguerra il PCI diede prova di straordinaria saggezza politica nella stesura della nostra Costituzione repubblicana democratica ed antifascista, dimostrando grande responsabilità e fermezza anche in momenti difficili come nei giorni del grave attentato al segretario Palmiro Togliatti nel 1948, quando si sfiorò la rivoluzione. Ma anche durante i terribili anni del periodo oscuro del terrorismo e della “strategia della tensione” ancorandosi alle altre forze democratiche, diventando un baluardo dei valori racchiusi nella carta costituzionale, per la salvezza del Paese2.

“Oggi, nella ricorrenza della fondazione del Partito Comunista d’Italia, come Rifondazione Comunista riteniamo necessario riflettere sulla storia della principale componente della sinistra italiana del Novecento rilanciando l’attualità del socialismo e la sfida dell’abbattimento del capitalismo per la trasformazione della società, aldilà di ogni espressione meramente celebrativa del centesimo anniversario. Le comuniste e i comunisti sono stati i principali protagonisti di tutte le lotte di libertà e progresso civile del secolo scorso. E’ ora di dire basta al revisionismo storico: le classi popolari sono state derubate negli ultimi decenni non solo dei loro diritti ma anche della propria storia gloriosa. La dannazione della sinistra è cominciata quando molti dirigenti prima del PSI e poi del PCI hanno deciso di porsi fuori dalla tradizione del movimento operaio rinnegando ideologie e programmi. Per finirla con la devastazione ambientale e sociale del liberismo e del capitalismo serve oggi il comunismo rosso verde del terzo millennio. Libertà, pace, lavoro, giustizia sociale, democrazia, tutela dell’ambiente: c’è bisogno della vera sinistra, c’è bisogno dei comunisti. Orgogliosi della nostra storia, proseguiamo la lotta per i nostri ideali: continua la Rifondazione Comunista. Evviva il comunismo nella libertà!”.