Atri, il vicesindaco passa a Fratelli d’Italia tra le polemiche di alcuni consiglieri

Atri. Lo scorso 24 febbraio si è svolta ad Atri la “cerimonia” d’ingresso del vicesindaco della città ducale Domenico Felicione al Partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. All’incontro hanno partecipato tutti i vertici di Fratelli d’Italia, compreso il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

“Fiori d’arancio nella Città Ducale. Evidentemente, il Presidente Marsilio avrà portato con sé, nella sua giornata atriana, apposite deroghe alle sue stesse ordinanze a al DPCM che non solo è ancora vigente, ma addirittura, quel cattivone del Ministro Speranza lo estende fino al 6 di aprile, con ulteriori restrizioni. Non che non ci piacciano le feste, soprattutto in occasione di un matrimonio, ci mancherebbe! Peccato, però, che per i comuni mortali queste siano ancora vietate. Ma, l’ingresso dell’assessore Felicione nella famiglia di Fratelli d’Italia non poteva e non doveva passare inosservato”, scrivono in una nota il consigliere comunale di Abruzzo Civico Paolo Basilico e quello di Atri Civica Giammarco Marcone.

“Con tanto di foto di gruppo (assembrato), per carità, con mascherine d’ordinanza! Peccato non ci sia stato il lancio del riso dal sagrato di una scelta del tutto inopportuna, paradossale e irrispettosa. Un luogo caro alla città che vi si ritrova nelle solennità civili per rendere omaggio ai caduti delle due guerre, figlie di nazionalismi e totalitarismi.
Dopo il rito non poteva mancare il momento conviviale e, siccome i ristoranti sono chiusi, il buffet è servito nei saloni ducali, che, per quanto grandi, sono comunque luoghi di lavoro all’interno dei quali, sempre per i comuni mortali, non sono consentite riunioni, figuriamoci colazioni! Ma, l’Abruzzo, si sa, è una regione a colori con 50 sfumature di rosso e arancione con qualche ritaglio di giallo! Un dubbio ci sorge: il duca si sarà avvalso dello ius primae noctis?”, concludono i consiglieri.