Abruzzo, Sandro Mariani: “Resto nel PD per allargare la base. Marsilio? Un presidente fuori luogo”

Questa mattina nella sala conferenze dell’hotel Sporting di Teramo Sandro Mariani, consigliere regionale e capogruppo di Abruzzo in Comune, ha fatto il punto sulla sua situazione all’interno del PD e sui primi 8 mesi del governo di Marsilio.

 

Sandro Mariani ha convocato la conferenza stampa per esprimere la sua disapprovazione di questi 8 mesi di governo regionale, partendo dalla produttività e passando per il trasporto pubblico, la sanità e il comportamento del presidente della Regione, Marco Marsilio. Ha esordito: “Siamo oltre i 100 giorni di questo governo e gli eventi accaduti in questi mesi mi hanno portato a fare una azione di opposizione urlata e fuori dal mio stile. Una situazione imbarazzante che vive la stessa maggioranza dato che loro stessi si sono accusati a vicenda: tutto ciò accade in genere a fine legislatura e appare molto drammatico – lo dico da abruzzese – che tutto ciò avviene invece all’inizio”. 

Sulla questione della produttività: “La mole dei dispositivi prodotti è insufficiente: possiamo ricordare la legge sui trabocchi che in parte è stata impugnata o la legge referendaria, anche se poi siamo risultati i primi degli ultimi: il consiglio regionale si impegna più per le dimostrazioni muscolari. Hanno riconfermato poi quasi tutti i dirigenti del precedente governo regionale e la dice lunga sul cambiamento che proponevano in campagna elettorale quando invece hanno sostituito le persone a livello locale. Una su tutte Nicola Savini: penso che sostituire una persona che ha determinate qualità e disponibilità sia stato un grave errore. Ci problemi anche a fare opposizione dato che non ho nulla su cui attaccare perché non stanno facendo nulla. Ad esempio non si è mai vista una pausa estiva di 45 giorni nei primi sei mesi di legislatura”.

Sulla sanità: “Non abbiamo un piano sanitario, non si parla di rete ospedaliera: dopo 15 anni non si era più vista una cosa del genere a tre mesi dalla fine dell’anno. L’assessore è venuto una sola volta in commissione e non è più tornato. Non è mai accaduto che alla riapertura delle scuole la TUA non era informata: c’è stato il caos generale con pendolari e studenti ammassati. Sfido chiunque a dire che quando è accaduto in passato qualcosa del genere”. Manda poi un messaggio: “Io ho da esibire dispositivi legislativi a mia firma: le leggi regionali 1-2019, 30-2018 e 19-2018  sull’edilizia popolare che hanno portato ordine all’edilizia. Dal canone concordato ai cinque anni di residenza minima che deve avere chi può fare richiesta di alloggio popolare e all’impossibilità di far finire l’alloggio popolare alla badante o al parente di terza o quarta generazione. Rivendico con forza perché è l’unico modo per far capire alla gente chi ha fatto le cose”.

Mariani affronta poi la questione legata a Marsilio, che era andato a pranzo durante la discussione sui diritti dei tirocinanti di giustizia e sulla legge degli alloggi popolari : “Il problema principale non è lui che mangia alla mensa ma è avere un presidente fuori luogo, che non si rende conto delle esigenze e necessità dell’Abruzzo. In otto mesi non ha mai parlato in consiglio regionale, se non l’altro giorno per offendere. Il problema è quanto impegno mette, soprattutto quando si sta discutendo un progetto di legge: lui era il proponente e non si può dire che si sta intrattenendo alla mensa piuttosto che stare in consiglio regionale, altrimenti si sospende il consiglio e si fa ripartire quando il presidente si degna di venire in aula. E’ una forma di rispetto verso gli abruzzesi. Mi fa ridere che il partito di azionista di maggioranza come la Lega, che dice di lottare sulla territorialità, accetta soprusi e azioni di un presidente che disconosce totalmente l’Abruzzo”.

Infine ha voluto chiarire le voci che lo vedevano all’interno del partito di Renzi Italia Viva: “Io non abbandono il PD al momento perché il mio obiettivo è quello di allargare la base, il ragionamento è quello di costruire una nuova rete. Inoltre con il nuovo Segretario regionale si è riacceso un grande entusiasmo e c’è una linea chiara. Voglio impegnarmi a risolvere le questioni volutamente irrisolte da decenni del PD.”