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Atri, voto illegittimo dell’assessore Centorame. La polemica de La Destra

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 21:12

atriAtri. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Così tuona Roberto Marchione, segretario comunale de La Destra di Atri, che denuncia “la brutta sorpresa” trovato spulciando gli atti presenti all’Albo Pretorio. Sembra infatti che in una delibera di giunta dello scorso 24 gennaio riguardante una transazione economica tra il Comune e alcuni parenti entro il quarto grado dell’assessore Dino Centorame campeggi il voto favorevole di quest’ultimo, sebbene la legge non lo consenta.

In realtà, stando a quanto raccontato da Marchione, non sarebbe la prima volta che l’assessore in questione viene “pizzicato” in situazioni del genere.

Come precisa infatti il segretario comunale de La Destra, già “nell’ottobre del 2011 intervenimmo perché il consigliere comunale Dino Centorame, all’interno di una seduta di Consiglio Comunale, partecipò alla votazione esprimendosi favorevolmente in una delibera riguardante il Piano Particolareggiato del Centro Storico, che vedeva coinvolto come progettista il fratello, violando quindi l’articolo 78 del TUEL, il quale prevede che “gli Amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi loro o di propri parenti e affini sino al quarto grado”; nonostante l’evidenza della situazione, prima di dare ragione alla nostra richiesta di legalità e giustizia e far ripetere la votazione, l’amministrazione Astolfi pensò bene di spendere soldi dei cittadini per richiedere due pareri legali. Ora, purtroppo, la storia si è ripetuta”

Più in particolare, la transazione riguarderebbe una controversia per un terreno espropriato ai parenti dell’assessore Centorame che ha visto il Comune di Atri soccombere in Primo e Secondo grado di giudizio. Con la transazione in oggetto si è poi trovato un accordo, che prevede a favore del Comune la concessione di uno sconto rispetto a quanto stabilito dalla Corte d’Appello (somma probabilmente incrementatasi negli anni, sia per il passare del tempo che per le spese di giudizio), 39.000 euro da pagare in tre tranche anziché 46968,44 euro e, in più, la rinuncia dei Centorame alla procedura di esecuzione immobiliare avviata dagli stessi nei confronti del Comune. “Non ci è dato sapere – continua Marchione – cosa invece il Comune ha concesso in cambio ai parenti dell’assessore Centorame col voto favorevole dello stesso, nella Delibera sono elencate solo concessioni a favore del Comune e, contrariamente a quanto previsto dalla Legge, nella sua pubblicazione all’Albo Pretorio non è allegato lo schema di transazione; saremmo curiosi di saperlo… Stavolta ci comporteremo diversamente, non faremo come nel 2011 quando chiedemmo il ritiro in autotutela della delibera e una sua riproposizione, non permetteremo a quest’Amministrazione di spendere altri soldi pubblici per inutili pareri legali; visto che lo stesso Amministratore dell’ottobre 2011 è recidivo, vuol dire che non ha interesse a rispettare questa Legge e quindi se ne dovrà assumere le responsabilità, anche di fronte ai cittadini. Lo stesso assessore Dino Centorame, inoltre, è stato immortalato addormentato sui banchi durante l’ultimo Consiglio Comunale, un qualsiasi dipendente di una qualsiasi azienda o attività sarebbe stato licenziato in tronco per un atteggiamento simile; tenendo inoltre conto che l’Assessore Centorame (come tutti i Consiglieri) prende un gettone di presenza, anche se è una somma esigua, praticamente ha ricevuto soldi pubblici per dormire invece che fare il suo lavoro, se proprio voleva sonnecchiare poteva farlo a casa sua, facendo risparmiare qualche euro ai cittadini atriani. La richiesta di sue dimissioni è d’obbligo, il minimo che possiamo chiedere”.

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