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Atri, il Comitato San Liberatore attacca: ‘non ci imbavagliate’

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 25 Gennaio 2018 @ 16:25

Atri. Il Comitato San Liberatore torna sugli attacchi di PD e la lettera dei medici, respingendo ogni accusa e ribadendo la volontà di lottare per l’ospedale di Atri.

“Nel recente passato, all’indomani della nostra manifestazione – spiegano – organizzata a tutela del punto nascita soppresso, uscì la notizia che i tagli avrebbero interessato anche il reparto di endocrinologia. Intervenne veemente il consigliere Monticelli che affermò pubblicamente, rivolgendosi alla sua maggioranza, se si stessero trovando pretesti per chiudere l’ospedale. Disse proprio questo il consigliere Monticelli ma non sentimmo nessuno lamentarsi che queste frasi potessero nuocere al nosocomio“.

“Poi fu la volta del dottor Prosperi – aggiunge il Comitato – che intervenne in qualità di medico denunciando pubblicamente che non fosse prevista una politica di rilancio per il San Liberatore e domandandosi se non si stesse assistendo ad una agonia programma (vedi foto), si parlava di agonia ma queste parole non urtarono la sensibilità di nessuno tranne del solito Monticelli ad onore del vero. E poi ci siamo noi che portiamo avanti la battaglia a tutela dell’ospedale da anni, che lottiamo per vederci restituito un presidio che possa ritornare ai fasti del passato e non sia più oggetto di tagli indiscriminati ed irrazionali perché non accettiamo che il San Liberatore possa diventare in futuro un centro di lungodegenza, perché questo è il nostro destino se non c’è un reale rilancio basato su specializzazioni e sull’incremento del personale medico senza più assistere nel contempo a tagli di reparti. Se oggi c’è molta attenzione sul San Liberatore e molta cautela a penalizzarlo ulteriormente dopo la chiusura del punto nascita cari medici lo dovete anche a noi, a questo comitato ed a tutti i cittadini utenti che lo sostengono e che hanno dimostrato una grande forza consegnando 16000 firme di protesta e denuncia a chi gestisce la programmazione sanitaria regionale”.

‘Il San Liberato non si tocca’ chiede pubblicamente al consigliere Monticelli di integrare i numeri pubblicati relativi alle prestazioni effettuate nel nostro nosocomio, facendo conoscere a tutti i numeri relativi al 2016 in maniera dettagliata per reparti così come fatto per il 2017.

“Ci dispiace ma la sensazione di tutti è che avete provato a mettere il bavaglio proprio a noi che lottiamo per far crescere il posto in cui voi lavorate e che di riflesso per noi utenti è fondamentale che abbia un serio sviluppo. Ci avete provato, non si sa per quali reali ragioni, a metterci il bavaglio ma sono stati fatti male i conti perché continueremo sempre a lottare per il nostro Ospedale. Sempre!”

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