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Roseto, piano spiaggia senza VAS: i dubbi della Federazione Sinistra

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 16:09

foto_borgattiRoseto. “E’ recente la notizia che la giunta comunale di Roseto, tramite la delibera 64 dell’11.12.12, procederà all’iter di adozione ed approvazione del nuovo piano spiaggia senza ricorrere alla Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.)”. Lo ha dichiarato Marco Borgatti, portavoce della Federazione della Sinistra.

Per Borgatti lo scopo della V.A.S., così come recitato dalla comunità europea è : “di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile…”.
“Il piano spiaggia – precisa il portavoce della Federazione della Sinistra – è stato oggetto in passato di una vera e propria guerra politica a cui partecipò anche l’allora minoranza, oggi alla guida della città. Il piano spiaggia precedente, adottato , è stato sospeso perfino dal TAR portando fra le motivazioni anche il mancato ricorso alla procedura V.A.S. Ora un nuovo piano spiaggia si affaccia all’orizzonte e non possiamo restare in silenzio davanti a questa scelta. Nella delibera i vari enti a cui è stato chiesto un parere si sono espressi in maniera discorde , dividendosi fra pro e contro il ricorso alla valutazione ambientale strategica. Noi della Federazione della Sinistra riteniamo essenziale ricorrere alla procedura europea di valutazione del piano , in quanto rappresenta un iter procedurale che può garantire al meglio l’equilibrio fra lo sviluppo turistico e la tutela dell’ambiente. Pensare di realizzare un piano che ha impatti notevoli sul nostro territorio e sulle nostre spiagge senza l’utilizzo di tale strumento potrebbe portare a dubbi morali sul piano. Per una corretta e attenta analisi delle misure occorre una procedura V.A.S. altrimenti torneranno le ombre ed i sospetti della speculazione sul nostro territorio, chiediamo quindi al comune  di tornare indietro su questa decisione. Se nel nuovo piano l’interesse – conclude Borgatti – è solo quello pubblico non esistono motivazioni per non ricorrere alla procedura V.A.S. al contrario torneranno i dubbi del passato fra l’ingerenza di interessi privati nella sfera pubblica”.

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